Ultima modifica: 21 settembre 2017

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1 settembre 17 Documento Trasparenza

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1 settembre 17 Documento Trasparenza

Regolamento per il rilascio delle concessioni in uso di spazi del teatro comunale Mario Scarpetta e per la gestione delle collaborazioni

 

Approvato con la Deliberazione del Consiglio Comunale n° 42 del 29 agosto 2017

 

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Art. 1 – Oggetto

1. Il presente Regolamento disciplina l’uso temporaneo di spazi del Teatro comunale Mario Scarpetta di Sala Consilina e delle aree esterne al Teatro (Arena Cappuccini) , da parte di terzi Concessionari, compreso l’uso di attrezzature tecniche aggiuntive concesse su richiesta specifica. Sul sito istituzionale del Comune di Sala Consilina (www.salaconsilina.gov.it) sono presentate le piante e le dimensioni degli spazi concedibili che allegate al presente costituiscono parte integrante e sostanziale.
2. La gestione del Teatro è curata direttamente dal Comune di Sala Consilina o tramite soggetto gestore da individuarsi secondo procedure di legge e nel rispetto dei principi contenuti nel presente regolamento.

Art. 2 – Finalità e Principi

1.Il Teatro, nell’ambito dei principi ispiratori e delle finalità culturali e sociali così come formulate dal Comune di Sala Consilina nel proprio Statuto e nell’ottica di favorire l’attività dell’associazionismo e degli organismi di cultura nonché degli enti istituzionali ed economici e di tutte le realtà espresse dalla società civile, garantisce l’uso degli spazi teatrali per la realizzazione di eventi, manifestazioni e proposte culturali d’interesse per la cittadinanza e il territorio.
2.I principi di cui al comma precedente trovano espressione nel presente Regolamento e la loro attuazione non potrà essere disgiunta da un contestuale rispetto dei contenuti economici, legali e organizzativi e della programmazione posta in essere dall’Ente per il Teatro.

Art. 3 – Concessionari

1.Concessionari possono essere tutti coloro che, indipendentemente dalla forma giuridica rivestita e dalla natura pubblica o privata, presentino apposita domanda per ottenere la concessione in uso dei beni di cui all’art. 1 nel rispetto delle modalità, dei tempi e dei requisiti qui previsti.

Art. 4 – Presupposto oggettivo per la concessione

1.La concessione in uso a terzi potrà avvenire previa verifica della effettiva disponibilità del Teatro in relazione agli impegni di programmazione della Stagione ufficiale di spettacolo di cui all’Art. 5 seguente e gli eventi programmati in regime di collaborazione a mente del successivo Art. 20.
2.In linea generale, compatibilmente con i programmi degli spettacoli istituzionali e delle manifestazioni direttamente organizzate dall’Amministrazione comunale, cui si riconosce il diritto di priorità nella formazione di qualsiasi calendario, il Teatro, dal 1° settembre al 30 giugno successivo, può essere concesso in uso temporaneamente a terzi solo ed esclusivamente per iniziative di elevato valore culturale, artistico, sociale ed istituzionale. Generalmente sono escluse tutte le forme di concessione aventi per oggetto attività commerciali, imprenditoriali e/o con fine di lucro. In particolari casi, previa autorizzazione formale concessa dall’Amministrazione comunale, può essere concesso per pubbliche cerimonie; sono tassativamente escluse concessioni per feste private.

Art. 5 – Programmazione del Teatro

1.La programmazione annuale del Teatro copre di norma il periodo che va dal mese di settembre di ogni anno al mese di giugno dell’anno successivo e concerne la predisposizione della Stagione ufficiale di spettacolo del Teatro, oltre che delle attività svolte dal Comune di Sala Consilina in collaborazione con altri soggetti.

Art. 6 – Programmazione dei concessionari

1.Al fine di concorrere alla programmazione annuale del Teatro i concessionari interessati possono presentare la richiesta degli spazi entro il 31 maggio di ciascun anno. Per l’anno in corso il termine è fissato al 30 settembre 2017.
2.La domanda dovrà essere corredata dalla documentazione illustrativa ritenuta utile per la valutazione della stessa, quale a titolo esemplificativo: depliant, presentazioni degli artisti, illustrazione dell’attività svolta dall’organizzatore, rassegna stampa,ecc.
3.La domanda dovrà inoltre elencare le esigenze tecniche, di sicurezza e di servizi necessari per la realizzazione dello spettacolo.
4.Con riferimento al listino tariffe per l’uso degli spazi del Teatro approvato dalla Giunta Comunale, la domanda deve motivare l’eventuale richiesta di usufruire della tariffa agevolata, che potrà essere applicata nella misura massima del 20% in meno rispetto al valore iniziale.
5.La presentazione della domanda e l’eventuale accoglimento non esime l’interessato dall’osservanza degli obblighi inerenti agli adempimenti connessi alla realizzazione dell’evento, quali adempimenti SIAE, ENPALS, misure antincendio, prescrizioni di pubblica sicurezza ecc.
6.Alla domanda va unito l’elenco delle persone che avranno accesso negli spazi teatrali per le attività di montaggio, eventuali prove e spettacolo, che a partire dalla data di vigenza della concessione saranno le uniche autorizzate a entrare in detti spazi.

Art. 7 – Modalità di presentazione della domanda fuori dalla programmazione

1.La domanda volta ad ottenere la Concessione di cui all’Art. 1 va presentata sul modello predisposto dall’Ente, scaricabile dal sito istituzionale del Comune di Sala Consilina.
2.La domanda, completa in tutte le sue parti, dovrà essere inoltrata all’Ufficio amministrativo dell’Ente almeno 30 giorni prima dell’evento e dovrà contenere le stesse indicazioni previste all’articolo precedente commi da 2 a 6.
3.Previa istruttoria, la Giunta Comunale deve pronunciarsi entro 15 giorni dalla protocollazione della istanza.

Art. 8 – Procedimento di valutazione delle domande di concessione in uso

1.La domanda verrà istruita dagli uffici amministrativi dell’Ente.
2.Una volta raccolto il parere del Dirigente competente dell’Area Affari Generali, e ottenute le ulteriori informazioni eventualmente necessarie per completare l’istruttoria, la domanda viene sottoposta alla Giunta Comunale assieme alla valutazione degli aspetti artistici e di fattibilità economico-organizzativa, che, a suo insindacabile giudizio, decide sull’eventuale rigetto delle domande ovvero sull’accettazione.
3.Il provvedimento finale di accoglimento o di rigetto sarà comunicato prontamente al richiedente, a cura del Dirigente.
4.La comunicazione di avvenuta concessione riporterà l’importo della tariffa di concessione previsto per l’uso degli spazi che interessano, determinato secondo quanto riportato dal Tariffario, in base alla natura/tipologia dell’evento e alle caratteristiche del richiedente, nonché le prestazioni tecniche obbligatorie e quelle facoltative, se richieste, che il concessionario dovrà pagare direttamente ai prestatori d’opera di fiducia dell’Ente, le modalità di pagamento e gli altri termini essenziali della concessione, contemplati dal Disciplinare d’Uso del Teatro.
5.La concessione potrà essere rilasciata contro la richiesta di prestazione di idonea cauzione, specie nei casi di insufficienti informazioni sulla capacità del soggetto richiedente di onorare le sue obbligazioni.
6.Ove il Concessionario si avvalga del servizio botteghino l’accordo di concessione con l’Ente dovrà stabilire anche la suddivisione dei ricavi, al netto degli eventuali diritti SIAE, con un’ulteriore percentuale a favore dell’Ente calcolata in relazione al valore del biglietto secondo il tariffario approvato dalla Giunta Comunale.

Art. 9 – Casi di esclusione

1.La Concessione non potrà essere rilasciata a favore dei richiedenti che si trovino in una delle seguenti condizioni ostative, siano esse riferite alla persona fisica richiedente oppure ad uno dei legali rappresentanti della persona giuridica richiedente:

  1. che risultino debitori del Comune;
  2. che in precedenti rapporti concessori del Teatro abbiano disatteso i termini di concessione, circostanza comprovata da formale contestazione dello stesso concedente.

Art. 10 – Criteri di valutazione delle domande

1.Le domande verranno selezionate, oltre che secondo le indicazioni di cui al precedente Art. 8, ispirandosi ai seguenti criteri:

  • rispetto dell’ordine d’arrivo di protocollo delle domande, fatto salvo quanto previsto al precedente art. 6;
  • valenza istituzionale della proposta e/o del richiedente;
  • proposta artistica articolata e variegata (coreutica, musica e teatro);
  • importanza nazionale, regionale e provinciale dell’iniziativa;
  • rilevanza sociale e interesse culturale dell’evento proposto per la comunità cittadina e per il territorio;
  • esame dell’attività del soggetto terzo richiedente, anche con riferimento al gradimento del pubblico per precedenti proposte-iniziative;
  • compatibilità e coordinamento con gli spettacoli programmati dal Teatro in date prossime all’evento proposto dal richiedente;
  • verifica delle motivazioni benefiche – sociali ovvero economiche-lucrative sottostanti l’iniziativa.

2.Nel caso di più domande per la stessa data, la scelta sarà adottata tenendo particolare conto della rilevanza socio – culturale dell’iniziativa proposta.

Art. 11 – Utilizzo ulteriore

1.La concessione consentirà al Concessionario di utilizzare il Teatro, nel giorno prestabilito per la rappresentazione, di un unico spettacolo o evento e limitatamente agli spazi e ai beni mobili concessi.
2.Qualora il Concessionario intenda procedere alla presentazione di più di uno spettacolo o evento in una medesima giornata oppure alla doppia presentazione dello stesso spettacolo o evento, è tenuto a precisarlo nella domanda di concessione o comunque con un preavviso di non meno di 15 giorni.
3.Il Concessionario è tenuto a corrispondere al Teatro la tariffa concordata e ad assicurare la copertura degli ulteriori costi derivanti dalle prestazioni tecniche obbligatorie e da quelle facoltative, se richieste, che il concessionario corrisponderà all’Ente (ad esempio, costi per maschere, biglietteria, addetti alla sicurezza, tecnici, ecc.).
4.Nel caso in cui il Concessionario richieda l’utilizzo del Teatro per prove o allestimenti scenici in giornate precedenti o successive alla data richiesta, per ogni giornata aggiuntiva o ore di prove dovrà corrispondere le tariffe relative, indicate nell’atto di concessione.

Art. 12 – Obblighi del Concessionario

1.Gli obblighi del Concessionario sono definiti nei particolari nell’accordo di concessione in uso, sottoscritto dal Dirigente dell’Ente e dal Concessionario, strutturato di norma su quanto previsto nel seguito.
2.Il Concessionario è tenuto a svolgere l’attività nei limiti degli spazi concessi del Teatro, conformemente alla concessione.
3.Il Concessionario deve accettare, osservare e far osservare al personale di cui si avvale, sia proprio che di terzi, ivi compresi i collaboratori, tutte le disposizioni previste nell’Atto di Concessione e contemplate dal Disciplinare d’Uso del Teatro comunale di Sala Consilina, specie in ordine alla manutenzione, sicurezza, igiene e rispetto dei locali, nonché alla destinazione d’uso degli spazi e dei beni mobili in concessione, impedendo l’uso a terzi estranei.
4.Il Concessionario non potrà:

  1. apportare modifiche agli impianti esistenti o alle attrezzature esistenti;
  2. utilizzare beni di proprietà del Teatro non espressamente indicati nell’accordo di concessione;
  3. creare intralcio alle attività del Teatro;
  4. introdurre materiali di scenografia, scenotecnica e impiantistica luci-audio o qualsiasi altra strumentazione o oggetti dallo stesso utilizzati per l’attività di spettacolo o ad essa connessa difformi dalle normative in materia di sicurezza.

5.Il Concessionario sarà responsabile, con oneri e rischi a proprio carico, di tutti gli adempimenti connessi alla realizzazione dell’evento, quali ad esempio montaggio e smontaggio delle strutture sceniche.
6.Nell’eventualità in cui il Concessionario durante le prove e i relativi spettacoli utilizzi minori di età, soggetti portatori di handicap o altre forme di incapacità/inabilità deve garantire la presenza di accompagnatori e l’autorizzazione dei relativi rappresentanti legali.
7.Il Concessionario non potrà rivalersi sull’Ente per il risarcimento dei danni derivanti da furti, danneggiamenti, manomissioni, smarrimenti o distruzioni di beni mobili di sua proprietà o in sua dotazione dei quali rimane esclusivo custode e responsabile anche a seguito dell’introduzione negli spazi teatrali dati in concessione.
8.Le eventuali riprese video da parte del Concessionario dovranno avvenire nel rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali di cui al Codice sulla Privacy.
9.Ulteriori divieti o prescrizioni potranno essere indicati nell’accordo di concessione.

Art. 13 – Servizi garantiti al Concessionario

1.I servizi in merito all’uso del Teatro che l’Ente garantisce al Concessionario sono definiti nel contratto di concessione sottoscritto dal Dirigente e dal Concessionario, con riferimento, di norma, a quanto previsto nel seguito.
2.L’Ente, a fronte del pagamento della tariffa, garantirà al concessionario la disponibilità degli spazi teatrali (o delle aree esterne) convenuti, i servizi obbligatori strettamente connessi con la realizzazione dell’evento/spettacolo e i servizi aggiuntivi, se richiesti dal concessionario, secondo una elencazione tassativa da inserire nel contratto di concessione. Tra essi:

  • servizio biglietteria nei normali orari di apertura al pubblico;
  • servizio di sala durante la manifestazione: maschere e portieri;
  • personale tecnico di scena (un’unità tecnica durante lo svolgimento degli spettacoli);
  • servizio Vigili del Fuoco (antincendio) e medico di sala (primo soccorso), salvo impiego di organizzazioni diverse in grado di assicurare servizi analoghi, previsti dalla normativa vigente in materia;
  • servizio di sicurezza interno;
  • servizio pulizie;
  • servizio organizzativo per l’uso dell’area esterna (parcheggi, ecc.);
  • utenze (luce-acqua-riscaldamento), che di norma sono comprese nella tariffa per la concessione in uso della struttura.

3.Ulteriori servizi rispetto a quelli elencati nel 2° comma ovvero l’estensione dei servizi indicati nel medesimo comma oltre l’orario pattuito nell’accordo di concessione dovranno essere espressamente richiesti dal Concessionario all’atto della presentazione della domanda di concessione e inseriti nel contratto di concessione.
4.Nell’eventualità in cui gli ulteriori servizi si siano resi necessari a seguito di esigenze sopravvenute rispetto alla presentazione della domanda, essi dovranno essere oggetto di apposita e specifica istanza nonché inseriti in un atto aggiuntivo del contratto, per i quali il Concessionario dovrà sostenerne anche i relativi costi, salvo accordi diversi con l’Ente.

Art. 14 – Personale utilizzato dal Concessionario

1.L’utilizzo da parte del Concessionario di personale proprio o di terzi per l’allestimento, organizzazione e gestione dell’evento non potrà comportare alcuna riduzione nei costi concordati nell’accordo di concessione a carico del Concessionario.

Art. 15 – Impossibilità temporanea o definitiva di realizzare l’evento per causa di forza maggiore

1.L’impossibilità temporanea di utilizzare gli spazi teatrali oggetto di concessione per cause di forza maggiore, per il giorno indicato nella concessione, comporterà lo spostamento concordato con il Concessionario ad altra data senza alcun onere aggiuntivo per entrambe le parti.
2.L’impossibilità definitiva di utilizzare il Teatro per causa di forza maggiore comporterà la decadenza della concessione con onere di rimborso da parte dell’Ente delle somme versate dal concessionario decurtate delle spese già sostenute dall’Ente.

Art. 16 – Danni

1.Il Concessionario è tenuto al risarcimento per danni occorsi alle strutture del Teatro o ai beni mobili oggetto di concessione causati dall’attività del Concessionario.
2.Il Concessionario deve assumere idonea copertura assicurativa per danni a persone o a cose che fossero procurati durante l’evento da lui realizzato negli spazi dati in uso. In assenza di copertura assicurativa, il Concessionario è tenuto a risarcire in proprio i danni procurati al Teatro e a terzi.

Art. 17 – Coperture assicurative

1.Il personale di cui si avvale il concessionario, proprio o di terzi ivi compresi i collaboratori, per lo svolgimento dell’attività oggetto della concessione, opera sotto diretta ed esclusiva responsabilità dello stesso concessionario.
2.L’Ufficio competente dell’Ente si riserva il diritto di chiedere idonea documentazione comprovante la regolarità degli adempimenti cui il Concessionario è tenuto per legge.

Art. 18 – Revoca della concessione

1.La concessione potrà essere revocata nel caso di inosservanza anche di uno solo degli obblighi posti a carico del Concessionario.

Art. 19 – Rinuncia del Concessionario

1.In caso di rinunzia alla concessione da parte del Concessionario, l’Ente potrà imputare al Concessionario eventuali spese che avesse dovuto sostenere per l’attuazione della concessione.

Art. 20 – Collaborazioni

1.Il Comune di Sala Consilina, nell’ambito degli scopi statutari, realizza presso il Teatro eventi in regime di collaborazione con soggetti terzi, promuovendo le residenze artistiche ed i laboratori artistici residenziali.
2.Le collaborazioni possono essere di tipo istituzionale, di tipo prevalentemente artistico in conformità con gli obiettivi culturali del Comune, di tipo artistico con prevalenza di contenuti d’intrattenimento e commerciali.
3.Le collaborazioni di tipo istituzionale sono realizzate assieme ad almeno un soggetto pubblico e hanno per oggetto eventi con finalità civili (Festa della Repubblica, Giornata dell’Unità d’Italia, ecc.). Per queste collaborazioni, il Comune di Sala Consilina può assumere anche tutti i costi a proprio carico.
4.Per le collaborazioni di tipo artistico, il Comune sottoscrive con gli altri soggetti interessati un accordo di collaborazione che ha come contenuto minimo:

  • l’individuazione degli scopi culturali ed artistici che il Comune si propone di raggiungere presso il Teatro con l’evento programmato;
  • gli stadi della collaborazione attiva cui il Comune partecipa (dall’ideazione dell’evento o dalla fase di sviluppo o solo nella fase di presentazione);
  • la definizione dei costi che il Comune si accolla per la realizzazione dell’evento (messa a disposizione di spazi e beni del Teatro senza applicazione di tariffe, elencazione dei servizi a carico del Comune, individuazione di eventuali altri costi d’acquisto di beni o servizi a carico del Comune);
  • nei casi in cui siano previsti ricavi da biglietteria o altri ricavi a fronte dell’evento oggetto dell’accordo di collaborazione, l’individuazione della suddivisione dei ricavi, al netto degli eventuali diritti SIAE, fra il Comune e gli altri soggetti (da zero al 100% dei ricavi a favore del Comune).

5.Le collaborazioni a prevalente contenuto d’intrattenimento e commerciale sono realizzate per rispondere alla domanda del pubblico, al di fuori dei programmi ufficiali di spettacolo, e per realizzare una contribuzione alla copertura di spese fisse di struttura del Teatro. Per queste collaborazioni, il Comune sottoscrive un accordo-quadro, valido per una Stagione di spettacolo, con i soggetti terzi, convenendo ogni aspetto della collaborazione.
6.Gli accordi di collaborazione vengono istruiti ed approvati secondo la procedura di cui al precedente Art.8, tenuto conto anche dei criteri di valutazione di cui all’Art. 10, dove applicabili, riconoscendo prioritarie le collaborazioni con artisti del territorio in possesso di titoli di studio conseguiti presso Enti riconosciuti (accademia, ente lirico, conservatorio ecc.) o con compravate esperienze maturate nel settore.

Art. 21 – Area esterna al Teatro

La programmazione annuale dell’area esterna al Teatro (Arena Cappuccini) copre di norma il periodo estivo. Per le istanze di concessione di detta area si applicano le stesse modalità di presentazione e gli stessi criteri di valutazione previsti per quelle relative alla concessione del Teatro.

Art. 22 – Controversie

1.È esclusa la competenza arbitrale. Il foro competente è quello di Lagonegro.

Art. 23 – Entrata in vigore

1.Il presente Regolamento, unitamente al Disciplinare d’Uso del Teatro comunale di Sala Consilina, entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello di pubblicazione della delibera di approvazione.
2. Le domande di concessione eventualmente già pervenute all’Ente in date precedenti a quella di approvazione del presente Regolamento, dovranno essere riformulate utilizzando la modulistica all’uopo predisposta, quale parte integrante del presente Regolamento.

Allegati:

1 settembre 17 Documento Trasparenza

Regolamento per la definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti

 

Approvato con la Deliberazione del Consiglio Comunale n° 41 del 29 agosto 2017

 

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INDICE
Art. 1 – Oggetto del Regolamento
Art. 2 – Oggetto della definizione agevolata
Art. 3 – Termini e modalità di presentazione della domanda
Art. 4 – Importi dovuti
Art. 5 – Perfezionamento della definizione
Art. 6 – Diniego della definizione
Art. 7 – Sospensioni termini processuali
Art. 8 – Entrata in vigore

Art. 1 – Oggetto del Regolamento

1. Il presente regolamento adottato nell’ambito della potestà prevista dall’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 ed in attuazione dell’articolo 11, comma 1-bis del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, disciplina la definizione agevolata delle controversie comunali pendenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
2. Ai fini del presente regolamento, per «Comune» si intende il Servizio Tributi.
3. Per quanto non regolamentato restano applicabili le disposizioni recate dall’articolo 11 del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50.

Art. 2 – Oggetto della definizione agevolata

1.Oggetto della definizione agevolata sono le controversie tributarie pendenti, in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio, il cui ricorso introduttivo sia stato notificato entro la data del 24 aprile 2017 al Comune impositore.

Art. 3 – Termini e modalità di presentazione della domanda

1. La domanda di definizione agevolata della controversia di cui all’articolo 2 deve essere presentata entro il 30 settembre 2017. La domanda, da redigersi su modello predisposto dal Comune e resa disponibile sul proprio sito internet nel termine di 10 giorni dall’approvazione del presente regolamento, può essere notificata con raccomanda A/R, o tramite posta elettronica certificata o consegnata a mani.
2. Il contribuente deve presentare una distinta domanda, esente da bollo, per ogni singolo atto impugnato, anche nel caso di ricorso cumulativo.

Art. 4 – Importi dovuti

1. Ai fini della definizione delle controversie di cui all’articolo 2, il soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione può definire la controversia col pagamento dei seguenti importi:

  1. l’imposta, gli interessi e le spese di notifica indicati nell’atto impugnato;
  2. gli interessi di ritardata iscrizione a ruolo, pari al 4 per cento annuo, da calcolarsi fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto.

2. In caso di controversia relativa esclusivamente agli interessi di mora o alle sanzioni non collegate ai tributi, per la definizione è dovuto il 40 % (quaranta per cento) degli importi in contestazione. In caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non è dovuto alcun importo qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito anche con modalità diverse dalla presente definizione.
3. Dagli importi dovuti in base ai precedenti commi sono scomputati quelli versati in pendenza di giudizio, quelli dovuti per effetto della definizione agevolata degli affidamenti all’agente della riscossione, di cui all’art. 6 del decreto legge n. 193 del 2016 e quelli dovuti per effetto della definizione agevolata delle ingiunzioni di pagamento approvata con delibera di Consiglio Comunale n. 7 del 27 gennaio 2017, nel caso in cui il contribuente abbia presentato la domanda entro il 21 aprile 2017, per quanto attiene gli affidamenti a Equitalia, ed entro il 31 marzo 2017, per quanto attiene la definizione delle ingiunzioni di pagamento.
4. La definizione agevolata delle controversie tributarie comunali non è ammessa se il contribuente che ha presentato entro il termine di scadenza la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata degli affidamenti all’agente della riscossione (o dell’ingiunzione di pagamento) rinuncia a quest’ultima definizione prima del perfezionamento della definizione.
5. All’importo calcolato ai sensi del comma 3 il contribuente dovrà sommare le eventuali spese di lite riscosse sulla base della sentenza non definitiva che ha deciso la controversia oggetto di definizione agevolata.
6. La definizione agevolata non dà luogo alla restituzione delle somme già versate ancorché eccedenti rispetto a quanto dovuto in base ai commi precedenti.
7. Gli importi dovuti, di cui ai precedenti commi, sono liquidati direttamente dal contribuente.
8. Qualora non ci siano importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda.
9. Nel caso in cui sia stata attivata la riscossione coattiva degli importi in contenzioso ed il contribuente non abbia pagato tali importi e non abbia aderito alla definizione agevolata degli affidamenti all’agente della riscossione (o dell’ingiunzione di pagamento), il perfezionamento della definizione costituisce titolo per ottenere lo sgravio del ruolo (o dell’ingiunzione di pagamento).

Art. 5 – Perfezionamento della definizione

1. La definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti si perfeziona col pagamento entro il 30 settembre 2017 degli importi dovuti in base al precedente articolo 4. Se l’importo dovuto è superiore a duemila euro è previsto il pagamento rateale nella seguente misura:

  1. il 40 % (quaranta per cento) dell’importo dovuto deve essere versato entro il 30 settembre 2017;
  2. il 40 % (quaranta per cento) dell’importo dovuto deve essere versato entro il 30 novembre 2017;
  3. il 20 % (venti per cento) dell’importo dovuto deve essere versato entro il 30 giugno 2018.

2. Al versamento degli importi dovuti di cui al precedente comma si applicano le disposizioni di cui all’articolo 15-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 e di cui all’articolo 8 del decreto legislativo n. 218 del 1997.
3. Il contribuente deve effettuare il versamento degli importi di cui al comma 1 con riferimento ad ogni singolo atto impugnato. Nel modello di domanda, di cui all’articolo 3 saranno rese note anche le modalità di pagamento con riferimento a ciascun tributo comunale.

Art. 6 – Diniego della definizione

1. Il Comune notifica l’eventuale diniego alla definizione entro il 31 luglio 2018. Il diniego è impugnabile entro sessanta giorni dinanzi all’organo giurisdizionale presso il quale pende la lite.
2. Se la definizione della lite è richiesta in pendenza del termine per impugnare, la pronuncia giurisdizionale può essere impugnata unitamente al diniego della definizione entro sessanta giorni dalla notifica di quest’ultimo.

Art. 7 – Sospensioni termini processuali

1. Le controversie definibili non sono sospese, salvo che il contribuente, a partire dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, faccia apposita richiesta al giudice, dichiarando di volersi avvalere delle disposizioni del presente regolamento. In tal caso il processo è sospeso fino al 10 ottobre 2017. Se entro tale data il contribuente avrà depositato copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata, il processo resta sospeso fino al 31 dicembre 2018.
2. Per le controversie definibili sono sospesi per sei mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione che scadono dalla data di esecutività del presente regolamento e fino al 30 settembre 2017.

Art. 8 – Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

8 agosto 17 Documento Trasparenza

Regolamento usi civici e gestione delle terre civiche

 

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n° 50 del 27 novembre 2007

Entrato in vigore il 26 dicembre 2007

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Indice
Titolo I – Utenti e beni d’uso civico
Titolo II – Uso civico del legnatico
Titolo III – Uso civico del pascolo permanente
Titolo IV – Uso civico della flora spontanea e per la raccolta dei prodotti secondari del bosco, piante officinali ed aromatiche
Titolo V – Sanzioni
Titolo VI – Alienazione dei beni di uso civico
Titolo VII – Trasformazione dei terreni a coltura agraria
Titolo VIII – Disposizioni transitorie e finali

Titolo I – Utenti e beni d’uso civico

Art. 1 – Disciplina

1. Il presente regolamento disciplina il diritto di uso civico sul territorio rientrante nel Comune di Sala Consilina, provincia di Salerno.
2. Esso si iscrive nella normativa sancita nella L.R. 17.03.1981, n. 11; nella L.R. 07.05.1996, n. 11; nella L. 16.06.1927, n. 1766 nonché nel Regolamento di esecuzione approvato con R.D. 26.02.1928, n. 332 e al regolamento comunale dei beni silvo-pastorale.

Art. 2 – Competenza territoriale

1. I soggetti di cui al successivo art. 3, nel rispetto delle leggi nazionali e della Regione Campania, sono titolari ed esercitano i diritti di uso civico sui demani liberi che ne sono gravati così come individuati nel decreto commissariale di assegnazione a categoria del 19 ottobre 1935, riportati nella tabella seguente e distinti in:
Categoria “A” – terreni convenientemente utilizzabili a bosco e pascolo permanente
2. All’allegato “A” del presente Regolamento sono indicati in forma prospettica i dati catastali dei terreni del Comune di Sala Consilina assoggettati ad uso civico.

Art. 3 – Titolarità

1. All’esercizio degli Usi civici del Comune di Sala Consilina hanno diritto, esclusivamente, i cittadini naturali residenti stabilmente nel Comune di Sala Consilina, fatte salve apposite autorizzazioni rilasciate dal Sindaco.

Art. 4 – Tipologia degli Usi civici

1. Gli Usi civici che possono esercitarsi nel territorio del Comune di Sala Consilina sono:

  1. il legnatico;
  2. il pascolo permanente;
  3. la raccolta dei prodotti secondari del bosco e delle piante officinali ed aromatiche.

2. Quando le rendite delle terre non sono sufficienti al pagamento delle imposte su di esse gravanti ed alle spese necessarie per la loro amministrazione e sorveglianza, l’amministrazione comunale, previa delibera, può imporre agli utenti un corrispettivo per l’esercizio degli usi consentiti.
3. I proventi derivanti a qualsiasi titolo dalla vendita dei prodotti dei terreni degli Usi civici, ivi comprese le erbe e la legna eccedente gli usi, alla luce dell’art. 8 della L.R. 17.03.1981, n. 11 e dell’art. 46 del R.D. 26.02.1928, n. 332 devono essere destinati al miglioramento ed alle trasformazioni fondiarie e colturali, nonché al sostegno delle attività agro – industriali delle imprese cooperative eventualmente costituite.

Art. 5 – Nuove forme di gestione degli Usi civici

1. Gli Usi civici possono essere esercitati, oltre che dai cittadini naturali residenti, anche da associazioni di abitanti provvisti di requisiti di professionalità (coltivatori, mezzadri, affittuari, contadini limitrofi, braccianti, pastori, giovani naturali interessati allo sviluppo dell’agricoltura, anche alla luce dei programmi europei), costituiti in cooperative legalmente riconosciute, basate su rigorosi criteri economici ed ambientali, secondo le norme stabilite dalla L.R. 17.03.1981, n. 11; dalla L.R. 07.05.1996, n. 11 previa autorizzazione regionale al mutamento di destinazione per concessione in uso temporaneo.
2. L’amministrazione diventa socio dell’impresa cooperativa conferendo come sua quota capitale su terre demaniali ritenute idonee, con l’obbligo di reinvestire nell’azienda o in opere di miglioramento della zona, la quota di utili e mezzi ad essa spettante.
3. Il Consiglio di Amministrazione dell’azienda cooperativa è composto dai rappresentanti dei vari Enti territoriali e pubblici coinvolti nel progetto di impresa, lasciando il massimo spazio all’autogestione dell’azienda da parte dei produttori.
4. Le modalità di raccolta e di esercizio degli Usi civici da parte dell’impresa cooperativa sono determinati annualmente dall’Amministrazione comunale. 

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Titolo II – Uso civico del legnatico

Art. 6 – Raccolta della legna

1. L’uso civico del legnatico s’intende esteso a quella parte del territorio comunale assegnata alla categoria “A” dal decreto già richiamato, in virtù dell’art. 11 della L. 16.06.1927, n. 1766.
2. La raccolta della legna secca e del morto giacente a terra ritraibile dalle ramaglie, dal frascame, dai residui dei tagli e dalla chioma degli alberi abbattuti da intemperie ed idonea solo a legna, è libera a tutti i cittadini aventi diritto di uso civico, nei limiti dei bisogni delle rispettive famiglie.
3. S’intende per morto il legname giacente a terra privo di qualsiasi legame con la ceppaia e le radici.
4. L’utilizzo della chioma di alberi abbattuti da intemperie e la raccolta di qualsiasi altro legname giacente a terra ma verde, nonché dei tronchi degli alberi siano essi verdi o secchi ma in ogni modo morti, deve essere autorizzata dall’amministrazione comunale previo accertamento e marchiatura dell’ente.
5. È vietato lo sradicamento di ceppaie, anche se sono secche e marcite e l’utilizzo di alberi e legname abbattuti dolosamente o cercinati anche quando tale materiale fosse secco o addirittura in fase di decomposizione, fatta eccezione per i piccoli quantitativi autorizzati dall’amministrazione.
6. Il legname prelevato sulla base delle autorizzazioni previste dal presente articolo, andrà quantificato a cura del Comando di Polizia Municipale del Comune di Sala Consilina o dal personale dell’amministrazione comunale.
7. È vietato il commercio, nonché l’esportazione fuori dal Comune di Sala Consilina della legna raccolta ed ottenuta sulla base del diritto di uso civico.

Art. 7 – Deroga nella raccolta della legna

1. In deroga al precedente art. 6 l’amministrazione comunale può autorizzare i cittadini inclusi nell’art. 3, che non abbiano un reddito sufficiente al sostentamento delle proprie famiglie e prive di qualsiasi lavoro o attività individuale, a raccogliere legna in misura maggiore del bisogno e a venderla ai cittadini residenti nel Comune, nel rispetto dei limiti previsti dall’art. 46 del R.D. 26.02.1928, n. 332.
2. Nel concedere le autorizzazioni previste dal presente articolo l’amministrazione stabilisce anche la quantità massima e le modalità del prelievo.

Art. 8 – Legna da lavoro

1. Ai cittadini aventi diritto di legnatico può autorizzarsi, gratuitamente, nei limiti degli effettivi bisogni e previo parere dell’autorità forestale competente la concessione di legname per attrezzi agricoli artigianali nonché il legname occorrente alla costruzione di piccole capanne e alla chiusura di mandrie ad allevatori purchè abbiano provveduto agli adempimenti di cui al successivo art. 15.

Art. 9 – Norma di rinvio

1. Per tutte le norme relative al legnatico non espressamente citate nel presente Regolamento s’intendono richiamate tutte le disposizioni contenute nella L. 08.08.1985, n. 431 e ss.mm.ii. compreso, da ultimo, quanto disposto con il D. Lgs. 03.04.2006, n. 156; nella L.R. 17.03.1981, n. 11; nelle “Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale”, allegato C) della L.R. 07.05.1996, n. 11 come modificato dal D. Lgs. 16.06.2003, n. 387 (pubblicato sulla G.U. 31.01.2004, n. 25 Suppl. Ord.). 

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Titolo III – Uso civico del pascolo permanente

Art. 10 – Osservanza di leggi, regolamenti e prescrizioni

1. Nelle more dell’approvazione del Piano Economico dei beni silvo-pastorali del Comune di cui all’art.10 della L.R. 07.05.1996, n. 11, l’esercizio del pascolo è soggetto all’osservanza delle disposizioni contenute nelle “Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale”, allegato C) della L.R. 07.05.1996, n. 11 come modificato dal D. Lgs. 16.06.2003, n. 387 (pubblicato sulla G.U. 31.01.2004, n. 25 Suppl. Ord.) e al Piano Economico dei beni silvo-pastorali del Comune.

Art. 11 – Esercizio del pascolo

1. L’esercizio del pascolo permanente s’intende esteso a quella parte del territorio comunale assegnata alla categoria “A” dal decreto già richiamato, in virtù dell’art. 11 della L. 16.06.1927, n. 1766.
2. L’esercizio del pascolo, tramite licenza, è soggetto all’osservanza delle disposizioni contenute nelle vigenti “Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale” allegato C) della L.R. 07.05.1996, n. 11 come modificato dal D.Lgs. 16.06.2003, n. 387 (pubblicato sulla G.U. 31.01.2004, n. 25 Suppl. Ord.) artt. 45 e 46.

Art. 12 – Divieto di pascolo

1. Il pascolo è vietato sulle aree destinate a coltura agraria, salvo che le stesse non siano da tempo incolte o non siano oggetto di validi progetti di produzione e di sviluppo; sulle aree sdemanializzate o mutate di destinazione con decreti di Giunta Regionale; su tutte le aree attraversate in precedenza da incendi e per un periodo non inferiore ad anni cinque, salvo ulteriore divieto dell’autorità forestale; limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco il divieto vige per dieci anni (art.10, comma l, della L. 21.11.2000, n. 353); sulle aree rimboschite o in corso di rimboschimento per la durata indicata dall’autorità forestale; su tutte quelle superfici sottoposte a divieti temporanei o permanenti da leggi statali o regionali.

Art. 13 – Compiti della Commissione Pascoli

1. La Commissione di cui all’articolo precedente, avrà i seguenti compiti:

  1. stabilire ogni anno, entro il 30 dicembre, i comparti pascolavi da assegnare agli aventi diritto di cui all’art. 3 per il completo soddisfacimento dei loro bisogni d’uso civico, nonché destinare a riposo periodico i comparti pascolivi che hanno bisogno di ricostruzione o di lavori di miglioramento;
  2. stabilire ogni anno le modalità per l’utilizzazione dei pascoli, in particolare, per ogni comparto il carico (specie e numero degli animali da immettere) e la durata del pascolo;
  3. i pascoli da destinare, in caso d’esuberanza, all’affitto;
  4. giudicare, per quanto di sua competenza, sulle infrazioni alle disposizioni contenute nel presente regolamento.

Art. 14 – Licenza di pascolo e tipo di fida

1. È ammesso l’uso dei pascoli in rapporto precario di fida. La fida è pagata dagli aventi diritto cui è riconosciuta licenza di pascolo, in anticipo entro il 31 marzo e con diritto di revoca entro il 30 aprile.
2. La fida stabilita a norma del presente articolo, nel rispetto dell’art. 46 del R.D. 26.02.1928, n. 332 deve essere considerata a solo titolo di anticipo. A fine annata agraria, sulla scorta delle spese di gestione necessarie per l’amministrazione e la sorveglianza delle aree destinate a pascolo, si effettuerà il conguaglio che sarà pagato dagli allevatori in rapporto ai capi posseduti. Applicando ai soli fini della determinazione del carico e delle relative penalità, le seguenti equivalenze:

  1. 1 capo bovino adulto = 1,67 capi bovini di 1 anno = 1,25 capi bovini di 2 anni = 6,67 capi ovini adulti;
  2. 1 capo ovino adulto = 2 capi ovini di 1 anno;
  3. 1 capo caprino adulto = 2 capi caprini di 1 anno;
  4. 1 capo di equino adulto = 1,67 capi equini di 1 anno.

Art. 15 – Tipologia capi di bestiame

1. Gli animali che possono immettersi al pascolo sulle superfici autorizzate sono esclusivamente:

  1. i bovini in genere;
  2. gli equini in genere;
  3. gli ovini ed i caprini;

questi ultimi nei siti indicati ed autorizzati in ogni caso ad una distanza non inferiore a metri 500 da insediamenti abitativi e da corsi d’acqua. Il pascolo delle capre nei boschi è vietato.

Art. 16 – Fida altrui

1. È proibito agli aventi diritto di immettere nei propri allevamenti animali appartenenti a proprietari diversi da quelli di cui all’art. 3 del presente regolamento.
2. I cittadini che fidassero falsamente sotto il proprio nome pagheranno, a titolo di penale, il quadruplo della fida stabilita, salvo sempre l’immediata espulsione degli animali stessi dal demanio ed il divieto di fida propria per anni due.

Art. 17 – Custodia del bestiame

1. È vietato ai custodi di qualsiasi specie di animali, durante il pascolo, di essere in possesso di scuri ed altri attrezzi atti a tagliare e danneggiare, così come asportare dai pascoli fieno, erba, strame, letame e legna secca.
2. Non potrà essere rilasciata licenza di pascolo a chi avrà riportato condanna definitiva per incendi di boschi o cespugliati.
3. La custodia del bestiame deve essere affidata a persone di età superiore a 15 anni nella proporzione di almeno un custode ogni 50 capi di bestiame bovino o equino, per ogni 60 capi di bestiame caprino, per ogni 100 di bestiame ovino.

Art. 18 – Prescrizioni per la fida

1. I cittadini che intendono condurre al pascolo i propri animali nei terreni demaniali destinati a pascolo devono:

  1. dichiarare in forma scritta, in anticipo, all’ufficio addetto dell’amministrazione comunale le specie ed il numero di animali;
  2. esibire il certificato sanitario veterinario del luogo di provenienza, attestante che il bestiame non è affetto da malattia alcuna;
  3. aver pagato la fida stabilita per l’anno in corso;
  4. dichiarare di pagare l’eventuale conguaglio della fida prima dell’inizio dell’esercizio dell’anno successivo.

Art. 19 – Produttività dei pascoli

1. Allo scopo di tutelare la produttività dei pascoli, l’ingresso sui territori demaniali è autorizzato in conformità alle prescrizioni di massima e polizia forestale vigenti in provincia di Salerno.
2. Tali termini potranno eccezionalmente essere modificati dall’Amministrazione comunale secondo l’andamento stagionale e della configurazione dei terreni.

Art. 20 – Carico e durata del pascolo

1. L’Amministrazione comunale previa delibera, determina ogni anno il carico del bestiame, specie e numero degli animali da immettere, e la durata del pascolo, compatibile con le aree assegnate, fatte salve quelle destinate per il turno triennale di riposo o lavori di miglioramento, dividendo le stesse in due categorie: quelle sulle quali dovrà esercitarsi il solo pascolo per il bestiame grosso e quelle sulle quali dovrà esercitarsi il solo pascolo per bestiame piccolo.
2. Oltre la data prestabilita per la fida gli allevatori hanno l’obbligo di portare fuori dei terreni demaniali interessati tutti gli animali. I terreni demaniali interessati, salva diversa disposizione, sono lasciati a riposare, di norma, per il periodo invernale.

Art. 21 – Tassa fida pascolo

1. La fida è fissata dall’Amministrazione comunale almeno sei mesi prima dell’immissione del bestiame nelle aree di pascolo e si provvede all’aggiornamento, entro gli stessi termini, sulla base dei dati inflattivi ISTAT dell’anno precedente e sulla scorta di ordinaria e straordinaria amministrazione effettivamente sostenute sulle aree di pascolo nel rispetto dei richiamati limiti previsti dall’art. 46 del R.D. 26.02.1928, n. 332. Essa sarà pagata anticipatamente ed in ogni caso prima dell’ingresso sui luoghi di pascolo, come previsto dall’art. 15 del presente regolamento.
2. Detratte le spese necessarie per la gestione e sorveglianza delle aree di pascolo, le eventuali somme ricevute dalla fida pascolo saranno reinvestite dall’Amministrazione comunale per il miglioramento dei beni di uso civico.
3. L’allevatore che non ha saldato i conguagli di fida per l’anno in corso, non ha diritto all’ingresso nelle terre demaniali per gli anni successivi. Saranno applicati, inoltre, gli interessi di mora per i ritardati pagamenti che devono essere effettuati entro i termini stabiliti dal primo comma del precedente art. 11.

Art. 22 – Eventuale graduatoria fida

1. Nella necessità di una graduatoria per l’assegnazione della fida costituiranno titoli preferenziali:

  1. la buona condotta morale e civile;
  2. l’essere capo famiglia;
  3. l’essere allevatore a titolo principale.

Art. 23 – Norma di rinvio

1. Per tutte le norme relative al pascolo non espressamente citate nel presente Regolamento s’intendono richiamate tutte le disposizioni contenute nella L. 08.08.1985, n. 431 e ss.mm.ii. compreso, da ultimo quanto disposto con il D. Lgs. 03.04.2006, n. 156; nella L.R. 17.30.1981, n. 11 e nelle “Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale” allegato C) della L.R. 07.05.1996, n. 11 come modificato dal D.Lgs. 16.06.2003, n. 387 (pubblicato sulla G.U. 31.01.2004, n. 25 Suppl. Ord.). 

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Titolo IV – Uso civico della flora spontanea e per la raccolta dei prodotti secondari del bosco, piante officinali ed aromatiche

Art. 24 – Finalità

1. Il Comune disciplina con il presente Regolamento la raccolta dei prodotti secondari del bosco e delle piante officinali ed aromatiche nel suo territorio, allo scopo di salvaguardare l’ambiente naturale e per tutelare l’interesse della popolazione locale.

Art. 25 – Divieti di raccolta

1. Nel demanio comunale è vietata la raccolta di esemplari appartenenti alla flora spontanea protetta, in qualsiasi stadio di vegetazione, e nella loro integrità (radici, fusti, fiori, frutti e semi) con esclusione delle attività di sfalcio e di quelli attinenti alle superfici agricole messe a coltura. È vietata altresì la raccolta dello strame nelle zone boscate.
2. Su motivata richiesta, e su parere dell’Autorità Forestale, possono essere concessi dei permessi di raccolta per scopi scientifici, didattici o conoscitivi, esclusivamente ad Enti con finalità di ricerca.
3. Nelle aree percorse dal fuoco è vietata la raccolta degli asparagi per un anno art. 8, comma 1 e 2, dell’Allegato C della L.R. 07.05.1996, n. 11 come modificato dal D. Lgs. 16.06.2003, n. 387 (pubblicato sulla G.U. 31.01.2004, n. 25 Suppl. Ord.);
4. Nei boschi danneggiati o distrutti da incendio è vietata la coltura agraria e la raccolta dei prodotti del sottobosco art. 8, comma 2, dell’Allegato C) della L.R. 07.05.1996, n. 11 come modificato dal D. Lgs. 16.06.2003, n. 387 (pubblicato sulla G.U. 31.01.2004, n. 25 Suppl. Ord.).

Art. 26 – Prodotti secondari

1. Sono considerati prodotti secondari del bosco, e quindi soggetti a regime di deroga rispetto ai dettami dell’art. 28:

  1. funghi epigei o ipogei, siano o no essi commestibili;
  2. fragole;
  3. muschi;
  4. lamponi;
  5. mirtilli;
  6. more di rovo;
  7. asparagi;
  8. semi di piante forestali;
  9. vischio;
  10. origano.

Art. 27 – Soggetti ammessi alla raccolta

1. L’estrazione e la raccolta dei prodotti secondari del bosco e delle piante officinali ed aromatiche nei terreni demaniali del Comune di Sala Consilina può essere effettuata solamente dai cittadini residenti, nativi ed affini i quali risultino titolari di godimento dei beni demaniali soggetti all’esercizio dell’uso civico.

Art. 28 – Raccolta dei prodotti secondari del bosco subordinata ad autorizzazione

1. Per gli effetti del presente articolo è vietata la raccolta dei prodotti secondari del bosco e delle piante officinali aromatiche e dello strame ai cittadini non appartenenti alle categorie di cittadini di cui al precedente articolo.
2. Per consentire l’estrazione e la raccolta anche altre persone fisiche non residenti, previo rilascio di un permesso a pagamento, viene istituito un apposito tesserino come specificato nel seguente articolo. I proventi derivanti da tali permessi saranno destinati al servizio di vigilanza e ad opere di miglioramento.
3. Per quanto riguarda le quantità concesse e le relative tariffe dei permessi si farà riferimento al Regolamento per la tutela delle zone boschive e forestali da adottare dal Comune di Sala Consilina.

Art. 29 – Tesserini e loro validità

1. Per consentire l’estrazione e la raccolta dei prodotti secondari del bosco e delle piante officinali ed aromatiche sull’intero territorio comunale, secondo le norme dettate dal presente regolamento e dalle leggi nazionali e regionali che trattano le materie anche ai cittadini non residenti viene istituito un tesserino di diversa durata nell’anno, rilasciato dall’Amministrazione Comunale.
2. Il tesserino potrà essere: Annuale, Semestrale e Trimestrale.
3. Per il rilascio di tale tesserino ai non residenti, l’interessato dovrà produrre, allegati alla richiesta:

  1. n. 1 fotografia formato tessera;
  2. un documento valido di identità personale;
  3. una marca da bollo di valore corrente;
  4. la ricevuta del versamento di € 15,00 una tantum a titolo di rimborso spese effettuato sul conto corrente postale intestato al comune di Sala Consilina – Servizio Tesoreria.

4. Il tesserino, che può essere rilasciato a persone che abbiano compiuto 14 anni di età, ha una validità di sei anni e può essere rinnovato.
5. Il numero massimo dei tesserini da rilasciare viene stabilito in duecento per l’anno corrente; tale limite può essere variato per gli anni successivi con deliberazione della Giunta Comunale sia sulla base della superficie disponibile alla raccolta che in rapporto al numero dei raccoglitori sul territorio.
6. La raccolta potrà essere effettuata nei boschi e nei terreni non coltivati esenti da divieti, dai cittadini non residenti che abbiano ottenuto il permesso con le seguenti modalità e caratteristiche:

  1. contributo per l’autorizzazione annuale: € 150,00 (centocinquanta/00);
  2. contributo per l’autorizzazione semestrale: € 100,00 (cento/00);
  3. contributo per l’autorizzazione trimestrale: € 60,00 (sessanta/00);
  4. validità territoriale: intero territorio del Comune;
  5. giorni di raccolta: martedì, sabato e domenica più le eventuali festività infrasettimanali.

7. Il versamento del costo dell’autorizzazione dovrà essere effettuato a seconda della durata (Annuale, Semestrale, Trimestrale) sul Conto Corrente Postale intestato al comune di Sala Consilina – Servizio Tesoreria.
8. La raccolta è vietata a tutti durante le ore notturne, da un’ora dopo il tramonto a un’ora prima della levata del sole.
9. Il titolare di tesserino è tenuto ad esibire s chi esercita l’attività di vigilanza assieme al tesserino medesimo, la ricevuta del versamento sul conto corrente postale intestato al Comune di Sala Consilina – servizio Tesoreria comprovante l’avvenuto pagamento del contributo annuale.

Art. 30 – Turnazione della raccolta

1. Per limitare i danni dovuti ad una continua e progressiva degradazione del territorio comunale in genere, e delle aree boscate in particolare, il Comune, potrà con apposita ordinanza del Sindaco, stabilire opportune turnazioni per la raccolta dei prodotti considerati nel presente regolamento, secondo i suggerimenti tecnici forniti dall’Autorità Forestale.
2. Il Sindaco, inoltre, con propria ordinanza potrà vietare la raccolta in quelle zone boscate o nei prati e pascoli permanenti la cui produttività è stata compromessa da avverse condizioni dell’andamento stagionale, biologico o fisico-chimico, sulla base di apposite segnalazioni dell’Autorità forestale.

Art. 31 – Limiti di raccolta

1. I cittadini residenti, nativi ed affini i quali risultano titolari di godimento dei beni demaniali soggetti all’esercizio dell’uso civico nel Comune di Sala Consilina, potranno raccogliere, quotidianamente, i prodotti secondari del bosco nei limiti fissati dall’art. 1021 del Codice Civile e comunque non superiore ai seguenti valori:

  1. funghi epigei anche non commestibili – Kg. 3.00 (chilogrammi tre);
  2. funghi ipogei (tartufi) – Kg. 1.00 (chilogrammi uno);
  3. fragole – Kg. 1.00 (chilogrammi uno) art. 5, comma 1 – lettera a), della L.R. 25.11.1994, n. 40;
  4. muschi – Kg. 3.00 (chilogrammi tre);
  5. lamponi – Kg. 0.50 (grammi cinquecento);
  6. mirtilli – Kg. 1.50 (chilogrammi uno e mezzo);
  7. more di rovo – Kg. 1.50 (chilogrammi uno e mezzo);
  8. asparagi – Kg. 1.00 (chilogrammi uno) art. 5, comma 1 – lettera b), della L.R. 25.11.1994, n. 40;
  9. semi di piante forestali – Kg. 50.00 (chilogrammi cinquanta);
  10. vischio – un solo ramo fruttifero;
  11. origano – 50 aste floreali.

2. Ai cittadini non residenti, in possesso del tesserino e che abbiano effettuato il versamento autorizzativo, è consentita la raccolta delle stesse quantità solo nei giorni di cui all’art. 28 del presente regolamento.
3. Sono esclusi dai limiti sopra riportati i semi di castagne ed i semi di ghiande raccolti dai residenti, in quanto forniscono un reddito integrativo visto il loro uso nell’alimentazione del bestiame.
4. Il Sindaco, con propria ordinanza, potrà vietare la raccolta dei semi in quelle zone ove, secondo il parere del Settore Tecnico Amministrativo Provinciale Foreste, detta raccolta possa compromettere la rinnovazione del bosco.

Art. 32 – Condizioni di raccolta

1. Allo scopo di garantire la conservazione e le condizioni di riproducibilità del patrimonio agro-silvo-pastorale del Comune è necessario praticare la raccolta dei prodotti del bosco e delle piante officinali ed aromatiche nel rispetto della conservazione e propagazione delle specie oggetto di raccolta. E’ vietato, pertanto, estirpare o comunque danneggiare piante di fragole, lamponi, mirtilli, piante officinali o aromatiche o parti di loro.
2. È vietata, altresì, la raccolta dei prodotti secondari del bosco e delle piante aromatiche ed officinali nelle aree rimboschite o soggette ad interventi selvicolturali per la durata di anni 3 (tre) dalla fine dei lavori. Nel caso particolare dei funghi, durante le operazioni di ricerca e di raccolta, dovranno essere adottati tutti quegli accorgimenti atti a non danneggiare i miceli fungini, lo strato umifero del suolo, gli apparati radicali delle piante al fine di assicurare la conservazione delle specie fungine per non compromettere i rapporti di simbiosi mutualistiche che si instaurano tra gli organi radicali delle piante e dei funghi.
3. Durante la raccolta dei funghi è fatto divieto assoluto:

  1. strappare i corpi fruttiferi dei funghi dal suolo, essi devono essere separati dal micelio mediante leggera torsione o taglio alla base del gambo;
  2. utilizzare falci, rastrelli, uncini o altri attrezzi;
  3. raccogliere o danneggiare i funghi non ritenuti commestibili;
  4. porre i funghi raccolti in contenitori di materiale plastico, i quali impediscono la disseminazione delle spore fungine;
  5. raccogliere o distruggere funghi in avanzato stato di maturazione perché utili per la propagazione della specie fungina;
  6. calpestare o rimuovere, senza scopo di raccolta lo strato umifero o la cotica erbosa del terreno.

Art. 33 – Segnaletica

1. Il Comune di Sala Consilina provvederà all’apposizione, nei punti principali di accesso alle zone demaniali ove normalmente si sviluppano i prodotti di cui al presente regolamento, di tabelle di divieto di raccolta.
2. La scritta da riportare nelle tabelle varierà da zona a zona e sarà riferita al prodotto o ai prodotti che sono oggetto di frequenti raccolte nell’ambito della zona stessa.

Art. 34 – Norma di rinvio

1. Per tutte le norme relative alla raccolta dei prodotti secondari del bosco e delle piante officinali ed aromatiche non espressamente citate nel presente Regolamento s’intendono richiamate tutte le disposizioni contenute nella L. 08.08.1985, n. 431 e ss.mm.ii. compreso, da ultimo quanto disposto con il D. Lgs. 03.04.2006, n. 156; nella L.R. 17.03.1981, n. 11; nelle “Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale” allegato C) della L.R. 07.05.1996, n. 11 come modificato dal D. Lgs. 16.06.2003, n. 387 (pubblicato sulla G.U. 31.01.2004, n. 25 Suppl. Ord.); e della L.R. 20.06.2006, n. 13 relative alla raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi ed alla tutela degli ecosistemi tartufigeni, delle quali occorre tener conto, in particolare, per le limitazioni, tempi e modalità di raccolta dei suddetti prodotti secondari del bosco. 

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Titolo V – Sanzioni

Art. 35 – Vigilanza

1. Il Comune organizza e coordina l’attività di vigilanza predisponendo uno specifico programma di attività.
2. Il controllo sull’osservanza del presente regolamento e l’accertamento delle violazioni relative sono affidate al personale dei Vigili Urbani del Comune di Sala Consilina, al personale designato alla vigilanza dall’Amministrazione comunale, al personale del Comando Stazione Forestale ed al personale designato da Enti ed Associazioni che abbiano per fini istituzionali la protezione della natura.
3. La vigilanza è altresì esercitata dai dipendenti della Regione Campania, dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano ai quali il rispettivo ordinamento conferisce la qualifica di agente di polizia giudiziaria.

Art. 36 – Tipologia sanzioni

1. La violazione delle norme previste dal presente regolamento, se non comporta l’applicazione di sanzioni penali laddove disposte da leggi, comporta l’applicazione delle seguenti sanzioni amministrative:

  1. la violazione delle norme di cui all’art. 6, comporta, oltre la confisca della legna, la sanzione amministrativa da € 100,00 ad € 600,00;
  2. la violazione delle norme di cui all’art. 10 comporta la sanzione amministrativa corrispondente al quadruplo della fida. Sono fatte salve le sanzioni penali.

2. Le violazioni delle norme previste per la raccolta dei prodotti secondari del bosco e delle piante officinali aromatiche e dello strame comportano le seguenti sanzioni:

  1. esercizio della raccolta da parte di cittadino non residente senza autorizzazione valida: da € 150,00 ad € 450,00;
  2. mancato porto di tesserino per i non residenti: da € 3,00 ad € 15,00;
  3. uso di tesserino e/o autorizzazione altrui o contraffatta o alterata: da € 50,00 ad € 300,00 salve le sanzioni stabilite in materia dalle leggi penali per tutte le fattispecie ivi considerate;
  4. raccolta effettuata oltre i limiti massimi di quantità consentite per persona, fino al 50% di eccedenza: da € 5,00 ad € 30,00;
  5. raccolta effettuata oltre i limiti massimi di quantità consentite per persona, eccedenza superiore al 50%: da € 25,00 ad € 150,00.

3. Per le sanzioni non previste dal presente regolamento, salvo per i reati per i quali si procede alla denuncia all’autorità giudiziaria, si applicano le norme previste dalle leggi vigenti.

Art. 37 – Procedure per l’irrogazione delle sanzioni amministrative

1. Le sanzioni sono irrogate dall’ente competente per il territorio ove l’illecito è stato commesso.
2. Gli agenti che accertano le violazioni al presente regolamento procedono immediatamente alla contestazione dell’infrazione mediante verbale che è trasmesso in copia al Sindaco il quale, tramite gli uffici competenti, stabilisce l’entità della sanzione e ne ingiunge il pagamento ai trasgressori mediante versamento sul conto corrente intestato alla Amministrazione Comunale – Servizio Tesoreria. In caso di impossibilità di verbalizzazione scritta immediata l’amministrazione provvederà alla notifica di copia del verbale relativo ai sensi delle disposizioni vigenti.
3. Il compimento di qualunque illecito amministrativo comporta la confisca dei prodotti raccolti, fatta salva la possibilità di dimostrarne la legittima provenienza:

  1. raccolta effettuata oltre i limiti massimi di quantità consentiti per persona con eccedenza superiore al 50%;
  2. violazione delle disposizioni relative alle modalità di raccolta stabilite nell’art. 32 del presente regolamento;
  3. esercizio della raccolta nelle zone interdette.

4. In conformità a quanto prescritto dalla L. 24.11.1981, n. 689 la confisca si riferisce al prodotto della violazione, pertanto dovrà essere valutato caso per caso.
5. Nella fattispecie di raccolta eccedente il consentito, la confisca riguarderà solo l’eccedente, in caso invece di violazione alle altre disposizioni la confisca sarà su tutto il raccolto.
6. In ogni caso il confiscato viene distrutto in loco, ovvero consegnato ad enti ed Istituti di Beneficenza, per i funghi la consegna in beneficenza dovrà essere preceduta da controllo micologico.
7. Le procedure da adottare per la verbalizzazione delle infrazioni alle norme disciplinari del presente regolamento sono quelle previste dalla L. 24.11.1981, n. 689 e dalla L.R. 10.01.1983, n. 11.

Art. 38 – Proventi delle sanzioni

1. I proventi delle somme liberatorie e delle relative oblazioni o transazioni per contravvenzioni al presente regolamento sono devoluti alla cassa dell’Amministrazione comunale ed impiegate nel rispetto delle norme di cui all’art. 8 della L.R. 10.01.1983, n. 11. 

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Titolo VI – Alienazione dei beni di uso civico

Art. 39 – Aree che hanno già mutato l’originaria destinazione per effetto di strumenti urbanistici

1. Le terre gravate da uso civico che hanno mutato la originaria destinazione agro-silvo-pastorale (ad esempio, per effetto di strumenti urbanistici regolarmente approvati dalla Regione o suoli edificatori utilizzati per insediamenti residenziali o produttivi), possono essere oggetto di richiesta di alienazione a favore di privati da inoltrarsi da parte del Comune, ove ne sia stato dichiarato l’interesse pubblico, alla Regione Campania, ai sensi dell’art. 10, comma 2, della L.R. n. 17.03.1981, n. 11, tenuto conto del valore di mercato.
Tali istanze restano disciplinate dagli art. 12 della L. 16.06.1927, n. 1766; art. 39 del R.D. 26.02.1928, n. 332 e art. 10, comma 1, della L.R. 17.03.1981, n. 11.
2. Il valore del bene come determinato ai sensi delle norme citate nel precedente comma costituirà oggetto di parere di congruità da rendersi dalla competente Agenzia del Territorio.

Art. 40 – Aree del demanio civico che non si prestano a qualsiasi forma di utilizzazione prevista dalla legge

1. Le terre gravate da uso civico che non si prestano a qualsiasi forma di utilizzazione, possono essere alienate ai sensi dell’art. 39 del R.D. 26.02.1928, n. 332; il Comune dovrà farne richiesta alla Giunta Regionale, ai sensi dell’art. 2 e dell’art. 10, comma 1, della L.R. 17.03.1981, n. 11, con motivata deliberazione, che indichi l’interesse pubblico prevalente per la collettività, allegandovi dettagliata perizia demaniale atta soprattutto a stimare il capitale di alienazione, da determinarsi ai sensi del precedente articolo e secondo le modalità del successivo art. 45.

Art. 41 – Richiesta di alienazione

1. L’alienazione delle terre gravate da uso civico avverrà a richiesta degli occupatori dei terreni inseriti nell’elenco e/o facenti parte dell’allegato “A” del presente Regolamento, esclusivamente per l’intera quota, con istanza in carta libera da presentare al Comune di Sala Consilina, corredata dai seguenti documenti, in originale o in copia conforme all’originale:

  • consultazione per particella rilasciata dall’Agenzia del Territorio di Salerno dalla quale si rilevano tutti i dati catastali della/e particella/e interessata/e;
  • copia della mappa catastale rilasciata dall’Agenzia del Territorio di Salerno della/e particella/e interessata/e;
  • tipo di Frazionamento, là dove necessario, redatto da tecnico abilitato, a cura e spese del possessore della particella per la quale si chiede l’alienazione.

2. I richiedenti si assumono tutti gli obblighi relativi a: versamento del capitale di alienazione, degli oneri e/o diritti di stipula dell’atto definitivo, delle competenze spettanti al Perito Demaniale, delle imposte di registro, trascrizione e volturazione.

Art. 42 – Utilizzo delle somme ricavate

1. Le somme rinvenenti dei beni di uso civico, individuate in apposito Capitolo di Bilancio con vincolo di destinazione, vengono utilizzate, ai sensi dell’art. 24 della L. 16.06.1927, n.1766 per investimenti che valorizzino il residuo demanio civico, privilegiando la valorizzazione del patrimonio forestale (imboschimenti a scopo ambientale, miglioramento dei boschi esistenti, viabilità rurale, ecc.) o comunque ad opere permanenti di interesse generale della popolazione.
2. Tali somme possono essere utilizzate anche per l’acquisto di nuove terre da vincolare agli usi civici al fine di mantenere integro il patrimonio collettivo.

Art. 43 – Termini per la stipula del contratto

1. In via ordinaria il rogito deve avvenire entro due mesi (60 giorni naturali) dalla sottoscrizione del preliminare di compravendita, previa autorizzazione della Regione Campania ai sensi degli artt. 2 e 10 della L.R. 17.03.1981, n. 11.
2. Qualora l’acquirente dichiari nel preliminare di compravendita di voler procedere alla conclusione del contratto in tempi più lunghi, il termine massimo è stabilito in nove mesi (270 giorni naturali) dalla sottoscrizione del preliminare stesso.
3. In tal caso, il prezzo di vendita è maggiorato degli interessi legali a decorrere dal centoventesimo giorno. L’immissione in possesso avviene successivamente al rogito.

Art. 44 – Individuazione del notaio

1. Il notaio rogante è scelto dalla parte acquirente che dovrà comunicarne all’ente competente, non oltre il trentesimo giorno antecedente la data concordata per la stipula, il nominativo, l’indirizzo dello studio, il numero telefonico e di fax del professionista prescelto.
2. Qualora l’acquirente decida di non avvalersi della facoltà di cui sopra, l’Amministrazione Comunale si avvarrà del proprio Segretario Generale, autorizzato a ricevere i contratti del Comune in forma pubblica-amministrativa.
3. In ogni caso, tutte le spese contrattuali, ivi comprese quelle di registrazione, trascrizione e voltura, restano a totale ed esclusivo carico della parte acquirente.

Art. 45 – Agevolazioni fiscali

1. I provvedimenti regionali riguardanti gli usi civici, per il loro interesse pubblico, sono esenti da tasse di bollo, di registro e da altre imposte a norma dell’art. 2 della L. 01.12.1981, n. 692.
2. Sono altresì esenti da tributi speciali ex L. 15.05.1954, n. 228 le pratiche catastali connesse alle operazioni di sistemazione degli usi civici, come frazionamenti e volture catastali. 

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Titolo VII – Trasformazione dei terreni a coltura agraria

Art. 46 – Coltivazione delle terre

1. Le terre gravate da uso civico che hanno mutato la loro originaria destinazione, per effetto dell’operosità dei cittadini, possono essere oggetto di richiesta di mutamento di destinazione da inoltrarsi da parte del Comune alla Regione Campania, ai sensi dell’art. 10, comma 3, della L.R. n. 17.03.1981, n. 11.
Tali istanze restano disciplinate dagli art. 12 della L. 16.06.1927, n. 1766; art. 41 del R.D. 26.02.1928, n. 332 e art. 10, comma 3, della L.R. 17.03.1981, n. 11.
2. Ogni cittadino può fare richiesta di concessione di un terreno per il quale l’originaria destinazione risulti mutata per effetto di apportati miglioramenti. Tale concessione sarà effettuata a titolo di affitto ed avrà la durata novennale fatto salvo l’eventuale rinnovo. L’affitto dovrà essere condotto con l’osservanza delle prescrizioni contenute nel relativo atto rogato dal Segretario Comunale o da altro pubblico Ufficiale, sarà finalizzato esclusivamente alla soddisfazione del fabbisogno familiare del locatario e dovrà avvenire mediante pagamento di un canone annuo determinato dagli uffici preposti, che verrà aggiornato periodicamente dall’Amministrazione Comunale.
3. I requisiti richiesti per ottenere la concessione sono individuati dal fatto che sui terreni occupati siano state effettivamente realizzate delle migliorie agrarie.
4. ==============
5. Nel caso di morte del concessionario la quota passerà agli eredi legittimi e fra essi a colui che comprovi la sua qualità di capo famiglia secondo le prescrizioni di legge e dell’art. 51 del R.D. 26.02.1928, n. 332 purchè non abbia nessuna altra quota assegnata e purchè esista l’unità familiare come è costituita al momento della successione.
6. Nel caso in cui al concessionario vengano a mancare i requisiti di ordine fisico o di altro tipo subentra allo stesso l’erede legittimo così come individuato al precedente comma 5.

Art. 47 – Divieto di coltivazione

1. È vietata la coltivazione delle terre quando:

  1. anche se destinate all’uso agricolo sia intervenuto divieto o vincolo forestale a scopo di difesa idrogeologica del suolo;
  2. sia intervenuto provvedimento di sdemanializzazione o di mutamento di destinazione;
  3. trattasi di terreni o superfici di strade comunali o tratturi demaniali, anche se non più utilizzati dovendosi tutelare il civico diritto di percorribilità;
  4. siano state notoriamente programmate dall’Amministrazione per la realizzazione di opere di pubblico interesse.

Art. 48 – Superfici coltivabili

1. La superficie coltivabile è limitata allo stretto fabbisogno familiare ed è determinata dalla Amministrazione, previa delibera, all’atto della richiesta.
2. La coltivazione deve essere effettuata direttamente dal richiedente e dalla sua famiglia mentre resta vietato l’affidamento, a qualsiasi titolo, della lavorazione a terzi.
3. =======================

Art. 49 – Canone annuale

1. L’amministrazione comunale, nel disciplinare la coltivazione, con preferenza nella assegnazione per le famiglie meno abbienti, purchè diano atto di trarne la maggiore utilità, fissa il canone annuale sulla base del prezzo dell’unità fondiaria realizzabile in libera contrattazione ex art. 20 Legge 16.06.1927, n. 1766 ispirandosi ai criteri di favorire le coltivazioni per il contributo che dà la mano dell’uomo alla produzione e alla difesa dell’ambiente, nel rispetto dei limiti stabiliti dagli art. 42 e segg. Del R.D. 26.02.1928, n. 332.
2. Il canone è aggiornato periodicamente dall’Amministrazione in base ai dati inflattivi ed alle spese ordinarie e straordinarie effettivamente sostenute sulle aree destinate alla coltivazione.
3. Gli inadempienti al pagamento del canone annuale perdono diritto alla concessione in enfiteusi dei terreni demaniali.
4. Ogni due anni l’Amministrazione provvede alla revisione delle concessioni assegnate e valuta obiettivamente le eventuali variazioni da apportare. 

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Titolo VIII – Disposizioni transitorie e finali

Art. 50 – Modifiche

1. Per la modifica del presente regolamento, nel rispetto delle leggi vigenti, è richiesta la maggioranza assoluta.

Art. 51 – Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo all’approvazione da parte della Regione Campania ai sensi degli artt. 64 e segg. del D.P.R. 24.07.1977, n. 616.

31 luglio 17 Documento Trasparenza

Regolamento sull’orario di lavoro del personale dipendente

 

Approvato con la deliberazione della Giunta Comunale n° 94 del 9 giugno 2016

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Indice:
Art. 1 – Orario di lavoro
Art. 2 – Orario di servizio ordinario: servizi amministrativi
Art. 3 – Attività fuori sede
Art. 4 – Orario di servizio ordinario: Polizia Locale
Art. 5 – Orario di servizio ordinario: servizi ecologici
Art. 6 – Orario di servizio ordinario: operai servizi tecnici
Art. 7 – Orario di servizio ordinario: servizi diversi
Art. 8 – Utilizzazione delle tessere magnetiche e dei terminali marcatempo
Art. 9 – Flessibilità
Art. 10 – Ritardi
Art. 11 – Recuperi
Art. 12 – Permessi
Art. 13 – Osservanza, verifiche e controlli: responsabilità
Art. 14 – Rinvio dinamico
Art. 15 – Interpretazione autentica
Art. 16 – Entrata in vigore

Art. 1 – Orario di lavoro

1. L’orario di lavoro del personale amministrativo del Comune di Sala Consilina è di complessive 36 ore settimanali ed è articolato su 5 giornate lavorative settimanali con 2 rientri pomeridiani, da effettuarsi nelle giornate di lunedì e martedì.
2. I servizi esterni osservano un orario di lavoro articolato su 5 e/o 6 e/o 7 giorni lavorativi, come specificato nei successivi articoli.

Art. 2 – Orario di servizio ordinario: servizi amministrativi

1. L’orario di servizio ordinario per il personale addetto ai servizi amministrativi è il seguente:

  Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì
Antimeridiano 8:00 – 14:00 8:00 – 14:00 8:00 – 14:00 8:00 – 14:00 8:00 – 14:00
Pomeridiano 15:30 – 18:30 15:30 – 18:30      

2. Il Dirigente/Responsabile dell’area/settore interessato, per particolari esigenze di servizio e con provvedimento motivato, può variare gli orari di cui al comma precedente.

Art. 3 – Attività fuori sede personale addetto ai servizi amministrativi

1. L’uscita per servizio fuori sede e il relativo rientro del personale addetto ai servizi amministrativi devono essere registrati mediante timbratura con la tessera magnetica, digitando l’apposito codice.
2. È fatto divieto a tutto il personale di allontanarsi dal posto di lavoro durante l’orario di ricevimento del pubblico, fatte salve improcrastinabili esigenze di servizio o per collaborazione o assistenza giuridica e amministrativa agli organi dell’Ente.

Art. 4 – Orario di servizio ordinario: Polizia Locale

1. L’orario di servizio degli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale, articolato su sette giorni settimanali, compresi i festivi.
2. L’orario di servizio ordinario del personale della Polizia Locale è articolato in turni continuativi nella fascia oraria massima 7:45 – 21:00, secondo il seguente calendario:

orario invernale (periodo: 1° novembre – 31 marzo)

  Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Festivi
Antimeridiano 7:45 – 13:45 7:45 – 13:45 7:45 – 13:45 7:45 – 13:45 7:45 – 13:45 7:45 – 13:45 7:30 – 13:30
Pomeridiano 14:30/20:30 14:30/20:30 14:30/20:30 14:30/20:30 14:30/20:30 14:30/20:30 14:30/20:30

orario estivo (periodo: 1° aprile – 31 ottobre)

  Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Festivi
Antimeridiano 7:45 – 13:45 7:45 – 13:45 7:45 – 13:45 7:45 – 13:45 7:45 – 13:45 7:45 – 13:45 7:30 – 13:30
Pomeridiano 15:00/21:00 15:00/21:00 15:00/21:00 15:00/21:00 15:00/21:00 15:00/21:00 14:30/20:30

2. Il Dirigente/Responsabile dell’area/settore interessato, per particolari esigenze di servizio e con provvedimento motivato, può variare gli orari di cui al comma precedente.

Art. 5 – Orario di servizio ordinario: servizi ecologici

1. L’orario di servizio ordinario per il personale addetto ai servizi ecologici è il seguente:

  Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
Antimeridiano 4:30 – 10:30 4:30 – 10:30 4:30 – 10:30 4:30 – 10:30 4:30 – 10:30 4:30 – 10:30

2. Il Dirigente/Responsabile dell’area/settore interessato, per particolari esigenze di servizio e con provvedimento motivato, può variare l’orario di cui ai commi precedenti.

Art. 6 – Orario di servizio ordinario: operai servizi tecnici

1. L’orario di servizio ordinario per gli operai addetti ai servizi tecnici è il seguente:

  Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì
Antimeridiano 7:30 – 13:30 7:30 – 13:30 7:30 – 13:30 7:30 – 13:30 7:30 – 13:30
Pomeridiano 15:00 – 18:00 15:00 – 18:00      

2. Previa disposizione del Dirigente/Responsabile dell’area/settore, nella giornata del sabato deve essere assicurata la presenza in servizio di un numero congruo di operai, nella fascia oraria antimeridiana, nell’ambito delle 36 (trentasei) ore settimanali.
3. Il Dirigente/Responsabile dell’area/settore interessato, per particolari esigenze di servizio e con provvedimento motivato, può variare gli orari di cui al comma precedente.

Art. 7 – Orario di servizio ordinario: servizi diversi

L’orario di servizio per il personale addetto agli impianti sportivi, all’asilo nido, alla biblioteca, al cimitero e ad eventuali altri servizi di nuova istituzione è disciplinato con apposito provvedimento del Dirigente/Responsabile dell’Area/Settore competente.

Art. 8 – Utilizzazione delle tessere magnetiche e dei terminali marcatempo

1. La rilevazione delle presenze avviene attraverso un sistema informatizzato che garantisce ad ogni dipendente la visualizzazione in tempo reale della propria situazione attraverso lo strumento della Bacheca on line. All’atto dell’assunzione ogni dipendente riceve un tesserino magnetico personale (badge) che va custodito con cura.
2. La presenza in servizio è attestata registrando l’orario di entrata e quello di uscita, a mezzo della tessera magnetica, di cui ogni dipendente è in possesso, presso il terminale marcatempo (lettore di badge magnetico) installato nelle sedi comunali nelle quali il dipendente deve prestare il proprio servizio.
3. Eventuali timbrature in entrata o in uscita registrate con il lettore magnetico ubicato nella sede diversa da quella in cui il dipendente deve prestare servizio, deve essere autorizzata preventivamente dal Dirigente/Responsabile dell’area/settore di appartenenza.
4. La tessera è strettamente personale, deve essere custodita con cura e portata con sé dal dipendente per tutta la durata della prestazione lavorativa.
5. Il dipendente che consegna la propria tessera ad altra persona è perseguibile secondo quanto previsto dalle norme vigenti, fatta salva l’azione penale. Analogamente è perseguibile chiunque registri la presenza per conto di altri dipendenti.
6. In caso di smarrimento della tessera magnetica, è dovere del dipendente procedere alla denuncia all’autorità competente e, quindi, richiedere immediatamente il rilascio di una nuova tessera magnetica al responsabile dell’ufficio competente.
7. Nel caso di deterioramento della tessera magnetica è dovere del dipendente richiederne immediatamente la sostituzione al responsabile dell’ufficio competente, previa consegna di quella deteriorata.
8. L’eventuale omessa timbratura, in via del tutto eccezionale, deve essere giustificata mediante dichiarazione dell’interessato, vistata dal Dirigente/Responsabile dell’area/settore e trasmessa all’Ufficio Gestione Presenze per le annotazioni di competenza.
9. In caso di mancato funzionamento dei lettori magnetici segnatempo, la rilevazione degli orari di lavoro in entrata ed in uscita deve essere effettuata su appositi registri di presenza, opportunamente predisposti dall’ufficio competente.
10. Tenuto conto del comma 1 del presente articolo, al fine di consentire gli adempimenti relativi agli obblighi di comunicazion mensile relativamente ai tassi di presenza/assenza del personale, è responsabilità di ogni dipendente accertarsi entro il 10 di ogni mese che il proprio cartellino del mese precedente non contenga errori/omissioni e che eventuali richieste di integrazione siano state registrate dal Responsabile dell’Ufficio Personale Gestione Presenze. Decorso tale termine si provvederà alla chiusura d’ufficio delle giornate in errore.
10 bis. In caso di impossibilità di accesso in tempo reale alla Bacheca on line che impedisca tale accertamento, sarà inviata dai dipendenti opportuna segnalazione al Dirigente responsabile dell’Ufficio Gestione Presenze e, di conseguenza, non si potrà procedere alla chiusura di tali giornate, fino a quando non venga assicurata la funzionalità in tempo reale della Bacheca on line, dandone puntuale informazione da parte del suddetto Dirigente.
11. L’omissione di timbrature, laddove ricorrente, pur se dovuta nella generalità dei casi a dimenticanza o superficialità, assume specifica rilevanza sul piano della valutazione comportamentale e può essere fonte di responsabilità disciplinare ai sensi del relativo Codice di Disciplina.

Art. 9 – Flessibilità

1. È istituito l’orario flessibile, consistente nell’anticipare fino a 15 (quindici) minuti o posticipare fino a 45 (quarantacinque) minuti l’entrata in servizio dell’orario di lavoro e, conseguentemente, l’uscita, fermo restando il rispetto delle complessive ore giornaliere, delle 36 (trentasei) ore settimanali e della presenza durante l’orario di apertura al pubblico.
2. L’introduzione dell’orario flessibile è consentita a condizione che negli uffici siano possibili obiettivi e rigorosi controlli, da parte del Dirigente/Responsabile dell’area/settore, sulle presenze in servizio del proprio personale e che, comunque, non incida sugli orari di apertura al pubblico, predeterminati e comunicati all’utenza.
3. L’orario flessibile non può essere concesso al personale operaio e al personale addetto a servizi strumentali e di base (custodia, archivi, centralino, autisti, messi e simili), con carattere di indispensabilità con le attività complessive.
4. Nell’ambito dell’articolazione giornaliera dell’orario ordinario di lavoro settimanale è indispensabile stabilire una adeguata pausa (non inferiore a 30 minuti e non superiore a 120 minuti) idonea a consentire il necessario recupero delle condizioni psico-fisiche dei dipendenti, al fine di evitare che il lavoro troppo prolungato e continuo nel corso della giornata diventi eccessivamente usurante e dannoso per la salute degli stessi.

Art. 10 – Ritardi

1. È considerato ritardo l’entrata in servizio oltre i limiti di orario previsti dagli articoli precedenti del presente regolamento.

Art. 11 – Recuperi

1. I periodi di assenza per ritardi e/o permessi brevi devono essere recuperati, improrogabilmente, entro il mese successivo a quello in cui si sono verificati, previa comunicazione dell’Ufficio Gestione Presenze per la quantificazione dei periodi di assenza da trasmettere al dipendente entro il 5 del mese successivo.
2. Il recupero verrà effettuato previa intesa con il Dirigente/Responsabile P.O..
3. Eventuali recuperi non effettuati danno luogo, previa diffida, alla decurtazione dello stipendio del mese successivo da parte dell’ufficio competente.

Art.12 – Permessi

Possono essere concessi, per esigenze personali, dal Dirigente/responsabile dell’area/settore brevi permessi recuperabili. Detti permessi non potranno superare le 3 (tre) ore giornaliere e le 36 (trentasei) ore all’anno.

Art. 13 – Osservanza, verifiche e controlli: responsabilità

1. L’osservanza dell’orario di lavoro costituisce un obbligo dei dipendenti, anche del personale con qualifica dirigenziale, quale elemento essenziale della prestazione retribuita dalla Pubblica Amministrazione.
2. La vigente regolamentazione giuridica e contrattuale del personale dirigenziale non definisce, neppure in via indiretta, la durata settimanale della loro prestazione lavorativa, per cui è attribuita direttamente al singolo Dirigente l’organizzazione del proprio tempo lavorativo, in stretta correlazione con le esigenze della struttura cui è preposto e con quelle che derivano dall’incarico affidato.
3. I Dirigenti/Responsabili di area/settore sono responsabili del controllo dell’osservanza dell’orario di lavoro da parte del personale dipendente, sotto il profilo penale, disciplinare e contabile, anche mediante verifiche effettuate attraverso l’utilizzo della “Bacheca on line”.
4. Il prospetto riepilogativo dell’orario di lavoro effettuato da ciascun dipendente deve essere inviato, mensilmente, ai Dirigenti/Responsabili dell’area/settore, a cura dell’ufficio competente.
5. Le prestazioni lavorative eccedenti le 36 ore settimanali (lavoro straordinario) sono ritenute valide solo se autorizzate preventivamente dal Dirigente/Responsabile dell’area/settore. In mancanza di tale autorizzazione, non si dà luogo alla liquidazione del relativo compenso orario né possono essere considerate utili alla fruizione di riposo compensativo e/o recupero di ritardi orari, nonché del buono pasto.
6. L’ufficio competente è tenuto a comunicare ad ogni Dirigente/Responsabile dell’area/settore ogni eventuale anomalia nella registrazione della presenza da parte dei dipendenti.
7. Eventuali comunicazioni, diffide o provvedimenti a carico del dipendente restano di competenza esclusiva del Dirigente/Responsabile dell’area/settore.

Art. 14 – Rinvio dinamico

1. ll presente Regolamento si applica a tutto il personale dipendente del Comune di Sala Consilina.
2. Dalla data di entrata in vigore cessa di avere efficacia ogni altra disposizione regolamentare e non, precedentemente prevista ed in contrasto con la disciplina contenuta nel presente Regolamento.
3. Per tutto quanto non previsto nel presente Regolamento, si rinvia alle disposizioni contenute nei CC.CC.NN.LL. di categoria nonché ai CC.CC.DD.II. nel tempo vigenti.

Art. 15 – Interpretazione autentica

1. Qualora insorgano controversie sull’interpretazione del presente Regolamento, le parti (delegazioni trattanti di parte pubblica e di parte sindacale) si incontrano, entro trenta giorni, per la definizione dell’interpretazione autentica.
2. Tale interpretazione sostituisce, a tutti gli effetti, la norma controversa.

Art. 16 – Entrata in vigore

1. II presente Regolamento entra in vigore dopo l’avvenuta pubblicazione, per la durata di 15 giorni, all’Albo Pretorio on-line del Comune.

31 luglio 17 Documento Trasparenza

Regolamento per la disciplina della videosorveglianza

Approvato con la deliberazione del Consiglio Comunale n ° 41, del 29 luglio 2016.

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INDICE
Art. 1 – Finalità
Art. 2 – Definizfoni
Art. 3 – Ambito di applicazione
Art. 4 – Trattamento dei dati personali per le finalità istituzionali dell’impianto di videosorveglianza
Art. 5 – Notificazione preventiva al garante
Art. 6 – Responsabile
Art. 7 – Persone autorizzate ad accedere alla centrale operativa della Polizia Locale
Art. 8 – Nomina degli incaricati alla gestione dell’impianto di videosorveglianza
Art. 9 – Accesso ai sistemi e parole chiave
Art. 10 – Modalità di raccolta, conservazione e requisiti dei dati personali
Art. 11 – Obblighi degli operatori
Art. 12 – Accertamenti di illeciti e indagini giudiziarie o di polizia
Art. 13 – Informazioni rese al momento della raccolta
Art. 14 – Diritti dell’interessato
Art. 15 – Sicurezza dei dati
Art. 16 – Modalità da adottare per i dati videoripresi
Art. 17 – Cessazione dell’attività di videosorveglianza
Art. 18 – Procedura per l’accesso alle immagini
Art. 19 – Comunicazione dei dati
Art. 20 – Norma di rinvio
Art. 21 – Tutela amministrativa e giurisdizionale
Art. 22 – Modifiche regolamentari
Art. 23 – Limiti alla utilizzabilità di dati personali
Art. 24 – Danni cagionati per effetto del trattamento di dati personali

Art. 1 – Finalità

1. Il presente Regolamento garantisce che il trattamento dei dati personali, effettuato mediante l’attivazione di un impianto di videosorveglianza nel territorio del Comune di Sala Consilina, gestito ed utilizzato dal Corpo di Polizia Locale, si svolga per lo svolgimento delle funzioni istituzionali, per la tutela della sicurezza urbana e nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all’identità personale.
2. Garantisce altresì i diritti delle persone giuridiche e di ogni altro ente o associazione coinvolti nel trattamento.

Art. 2 – Definizioni

1. Ai fini del presente Regolamento si intende:

  1. per “banca dati”, il complesso di dati personali, formatosi presso la centrale operativa della Polizia Locale, raccolti esclusivamente mediante riprese videoregistrate, che in relazione ai luoghi di installazione delle videocamere interessano prevalentemente i soggetti che transitano nell’area interessata ed i mezzi di trasporto eventuali;
  2. per “trattamento”, tutte le operazioni svolte con l’ausilio di mezzi elettronici, o comunque automatizzati, concernenti la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la conservazione, l’elaborazione, la modificazione, la selezione, l’estrazione, il raffronto, l’utilizzo, l’interconnessione, il blocco, la comunicazione, la cancellazione e la distruzione di dati;
  3. per “dato personale”, qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente o associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, e rilevati con trattamenti di immagini effettuati attraverso l’impianto di videosorveglianza;
  4. per “titolare”, l’Ente Comune di Sala Consilina, nella persona del Sindaco cui competono le decisioni in ordine alle finalità ed alle modalità del trattamento dei dati personali;
  5. per “responsabile”, la persona fisica, legata da rapporto di servizio al titolare e preposto dal medesimo al trattamento di dati personali;
  6. per “incaricati”, le persone fisiche autorizzate a compiere operazioni di trattamento dal titolare dal responsabile;
  7. per “interessato” la persona fisica, la persona giuridica, l’ente o associazione a cui si riferiscono i dati personali;
  8. per “comunicazione”, il dare conoscenza dei dati personali a soggetti determinati in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;
  9. per “diffusione”, il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;
  10. per “dato anonimo”, il dato che in origine a seguito di inquadratura, o a seguito di trattamento, non possa essere associato ad un interessato identificato o identificabile;
  11. per “blocco”, la conservazione di dati personali con sospensione temporanea di ogni altra operazione di trattamento.

Art. 3 – Ambito di applicazione

1. Il presente Regolamento disciplina il trattamento di dati personali, realizzato mediante l’impianto di videosorveglianza, attivato sul territorio del Comune di Sala Consilina e collegato alla centrale operativa della Polizia Locale.

Art. 4 – Trattamento dei dati personali per le finalità istituzionali dell’impianto di videosorveglianza

1. Il trattamento dei dati personali è effettuato a seguito dell’attivazione di un impianto di videosorveglianza, i cui monitor per la visione delle immagini riprese dalle telecamere sono posizionati presso la centrale operativa della Polizia Locale.
2. Le finalità del suddetto impianto, del tutto conformi alle funzioni istituzionali demandate al Comune di Sala Consilina, sono:

  • l’attivazione di misure di prevenzione e di tutela della pubblica sicurezza in ambito comunale;
  • la ricostruzione, in tempo reale, della dinamica di atti vandalici od azioni di teppismo nei luoghi pubblici di principale frequentazione, per permettere un pronto intervento della Polizia Locale e delle Forze dell’Ordine a tutela del patrimonio pubblico;
  • la vigilanza sul pubblico traffico per consentire l’immediata adozione di idonee contromisure;
  • l’attivazione di uno strumento operativo di protezione civile sul territorio comunale.

3. Le finalità istituzionali del suddetto impianto sono del tutto conformi alle funzioni istituzionali demandate al Comune di Sala Consilina, dalle disposizioni legislative e regolamentari in vigore, nonché dallo Statuto e dai Regolamenti comunali. La disponibilità tempestiva di immagini presso la centrale operativa della Polizia Locale costituisce, inoltre, uno strumento di prevenzione e di razionalizzazione dell’azione delle pattuglie della Polizia Locale e della Polizia di Stato sul territorio comunale, in stretto raccordo con le altre Forze dell’Ordine.
4. Il sistema di videosorveglianza comporterà esclusivamente il trattamento di dati personali, rilevati mediante le riprese video e che, in relazione ai luoghi di installazione delle videocamere, interesseranno i soggetti ed i mezzi di trasporto che transiteranno nell’area videosorvegliata.
5. L’attività di videosorveglianza raccoglie esclusivamente i dati strettamente necessari per il raggiungimento delle finalità perseguite, registrando le sole immagini indispensabili, limitando l’angolo visuale delle riprese, evitando quando non indispensabili immagini dettagliate, ingrandite o dettagli non rilevanti, nel rispetto dei principi di pertinenza e non eccedenza. La localizzazione delle telecamere e le modalità di ripresa saranno quindi stabilite in modo conseguente.
6. La possibilità di disporre in tempo reale di dati ed immagini costituisce un ulteriore strumento di prevenzione e di razionalizzazione dei compiti che la Polizia Locale svolge quotidianamente nell’ambito delle proprie competenze istituzionali; attraverso tali strumenti si persegue l’intento di tutelare la popolazione ed il patrimonio comunale, garantendo quindi un elevato grado di sicurezza nei luoghi di maggiore aggregazione, nelle zone più appartate, nei siti di interesse storico, artistico e culturale, negli edifici pubblici, nel centro storico, negli ambienti in prossimità delle scuole e nelle strade ad intenso traffico veicolare.
7. L’uso dei dati personali nell’ambito di cui trattasi non necessita del consenso degli interessati in quanto viene effettuato per lo svolgimento di funzioni istituzionali che sono assoggettate alla normativa vigente in materia di “privacy”’ con un’apposita regolamentazione.
8. L’impianto di videosorveglianza non potrà essere utilizzato, in base all’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori (Legge n° 300 del 20 maggio 1970), per effettuare controlli sull’attività lavorativa dei dipendenti dell’Amministrazione comunale, di altre Amministrazioni pubbliche o di altri datori di lavoro, pubblici o privati. Gli impianti di videosorveglianza non potranno essere utilizzati per finalità statistiche, nemmeno se consistenti nella raccolta aggregata dei dati o per finalità di promozione turistica.

Art. 5 – Notificazione preventiva al garante

1. I dati trattati devono essere notificati al Garante solo se rientrano nei casi specificatamente previsti dalla normativa vigente sulla privacy. A tale proposito la normativa prevede che non vadano comunque notificati i trattamenti relativi a comportamenti illeciti o fraudolenti, quando riguardino immagini conservate temporaneamente per esclusive finalità di sicurezza pubblica o di tutela delle persone e del patrimonio.

Art. 6 – Responsabile

1. Il Responsabile della Polizia Locale in servizio (ovvero il Comandante, o altro addetto alla Polizia locale) è individuato, previa nomina da effettuare con atto del Sindaco, quale Responsabile del trattamento dei dati personali rilevati, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2 lettera e) del presente Regolamento. È consentito il ricorso alla delega scritta di funzioni da parte del designato, previa approvazione del Sindaco.
2. Il Responsabile ha l’obbligo di attenersi a quanto previsto dalla normativa vigente in tema di trattamento dei dati personali, ivi incluso il profilo della sicurezza, ed alle disposizioni del presente Regolamento.
3. Il Responsabile procede al trattamento attenendosi alle istruzioni impartite dal Titolare il quale, anche tramite verifiche periodiche, vigila sulla puntuale osservanza delle disposizioni previste dalla normativa vigente sulla privacy e delle proprie istruzioni.
4. I compiti affidati al Responsabile devono essere specificati per iscritto, in sede di designazione.
5. Gli incaricati del materiale trattamento, nominati dal Sindaco, di concerto con il Responsabile, devono elaborare i dati personali ai quali hanno accesso attenendosi scrupolosamente alle istruzioni del Titolare o del Responsabile.
6. La visione delle immagini registrate e lo spostamento della direzione di registrazione delle telecamere sono consentiti solamente al Responsabile del trattamento dei dati, al suo delegato, agli incaricati preposti alla centrale operativa o a funzioni di polizia giudiziaria, ed al personale esterno addetto alla manutenzione ed alle riparazioni, quest’ultimo sempre previa autorizzazione del Responsabile.
7. Il Responsabile del trattamento dei dati impartisce idonee istruzioni atte ad evitare assunzioni o rilevamento non autorizzato di dati da parte delle persone abilitate all’accesso per la manutenzione e riparazione degli impianti.
8. Il Responsabile custodisce le chiavi per l’accesso ai locali della centrale operativa della Polizia Locale, le chiavi degli armadi per la conservazione delle videocassette/cd o altro supporto informatico, nonché le parole chiave per l’utilizzo dei sistemi.

Art. 7 – Persone autorizzato ad accedere alla centrale operativa della Polizia Locale

1. L’accesso alla centrale operativa della Polizia Locale è consentito solamente, oltre al Sindaco o suo delegato, al personale in servizio del Servizio/Corpo di Polizia Locale autorizzato dal Responsabile e agli incaricati addetti ai servizi, di cui ai successivi commi.
2. Eventuali accessi di persone diverse da quelli innanzi indicate devono essere autorizzati, per iscritto, dal Responsabile.
3. Possono essere autorizzati all’accesso alla centrale operativa della Polizia Locale solo gli incaricati di servizi rientranti nei compiti istituzionali dell’ente di appartenenza e per scopi connessi alle finalità di cui al presente Regolamento, nonché il personale addetto alla manutenzione degli impianti ed alla pulizia dei locali, i cui nominativi dovranno essere comunicati per iscritto al Responsabile.
4. Il Responsabile del trattamento dei dati impartisce idonee istruzioni atte ad evitare assunzioni, rilevamento di dati da parte delle persone autorizzate all’accesso per le operazioni di manutenzione degli impianti e di pulizia dei locali.
5. Gli incaricati dei servizi di cui al presente Regolamento vigilano sul puntuale rispetto delle istruzioni e sulla corretta assunzione di dati pertinenti e non eccedenti rispetto allo scopo per cui è stato autorizzato l’accesso.

Art. 8 – Nomina degli incaricati alla gestione dell’impianto di videosorveglianza

1. Il Responsabile designa e nomina gli incaricati in numero sufficiente a garantire la gestione del servizio di videosorveglianza nell’ambito degli addetti alla Polizia Locale.
2. Gli incaricati andranno nominati tra gli addetti alla Polizia Locale in servizio presso il Comune di Sala Consilina che per esperienza, capacità ed affidabilità forniscono idonea garanzia nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di trattamento e sicurezza dei dati.
3. La gestione dell’impianto di videosorveglianza è riservata agli addetti di Polizia Locale aventi qualifica di Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria, ai sensi dell’art. 55 del Codice di Procedura Penale.
4. Con l’atto di nomina, ai singoli incaricati saranno affidati compiti specifici e le puntuali prescrizioni per l’utilizzo dei sistemi.
5. In ogni caso, prima dell’utilizzo degli impianti, essi saranno istruiti sul corretto uso dei sistemi, sulle disposizioni della normativa di riferimento e sul presente Regolamento.

Art. 9 – Accesso ai sistemi e parole chiave

1. L’accesso ai sistemi è esclusivamente consentito al Responsabile e agli incaricati con le modalità stabilite dal presente Regolamento.
2. Gli incaricati saranno dotati di propria password di accesso al sistema.
3. Il sistema dovrà essere fornito di ”log” di accesso, che saranno conservati per la durata di anni uno.

Art. 10 – Modalità di raccolta, conservazione e requisiti dei dati personali

1. I dati personali oggetto di trattamento vengono:

  • trattati in modo lecito e secondo correttezza per le finalità di cui all’articolo 4 del presente Regolamento;
  • trattati in modo pertinente, completo e non eccedente, rispetto alle finalità per le quali sono raccolti o successivamente trattati;
  • conservati per un periodo di tempo non superiore a quello strettamente necessano al soddisfacimento delle finalità istituzionali dell’impianto, per le quali essi sono stati raccolti o successivamente
  • trattati ed in ogni caso per un periodo di tempo non superiore a sette giorni, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione;
  • trattati, con riferimento alla finalità dell’analisi dei flussi del traffic di cui al precedente articolo 4, comma 2, con modalità rivolte a salvaguardare l’anonimato anche successi vamente alla fase della raccolta, atteso che tali immagini registrate potrebbero contenere dati di carattere personale.

2. l dati personali sono ripresi attraverso le telecamere dell’impianto di videosorveglianza, il quale sarà inizialmente costituito da alcune telecamere posizionate in punti nevralgici individuati nell’elenco allegato al presente regolamento (allegato A). Successivamente con atto della Giunta Comunale detto elenco potrà essere eventualmente ampliato, secondo gli sviluppi futuri del sistema ed in base a scelte fondate su criteri di tutela della sicurezza urbana e del decoro urbano.
3. Le telecamere di cui al comma 2 consentono, tecnicamente, riprese video diurne/notturne a colori in condizioni di sufficiente illuminazione naturale o artificiale, o in bianco/nero in caso contrario.
4. Il Titolare del trattamento dei dati personali si obbliga a non effettuare delle riprese di dettaglio dei tratti somatici delle persone, che non siano funzionali alle finalità istituzionali dell’impianto attivato. I segnali video delle unità di ripresa saranno raccolti da una stazione di monitoraggio e controllo ubicata presso la centrale operativa del Servizio/Comando di Polizia Locale. In questa sede le immagini saranno registrate su supporto magnetico da un sistema appositamente predisposto e visualizzate su monitor. L’imipiego del sistema di videoregistrazione si rende necessario per ricostruire le varie fasi dell’evento, nell’ambito delle finalità previste all’articolo 4 del presente Regolamento. Le telecamere devono presentare le caratteristiche descritte in un’apposta relazione rilasciata dalle ditte installatrici e tale materiale va conservato agli atti dal Titolare. Le immagini videoregistrate sono conservate per un tempo non superiore a sette giorni presso la centrale operativa, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione nei limiti e con le modalità stabilite al punto 3.4. del provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali dell’8 aprile 2010 ed in modo particolare, in relazione ad illeciti che si siano verificati o ad indagini delle autotità giudiziatia o di pubblica sicurezza.
5. In relazione alle capacità di immagazzinamento dei dati forniti tramite i videoregistratori digitali, in condizioni di normale funzionamento le immagini riprese in tempo reale distruggono quelle già registrate in un tempo inferiore a quello citato, in piena osservanza della nonnativa vigente sulla privacy.

Art. 11 – Obblighi degli operatori

1. L’utilizzo del brandeggio e dello zoom da parte degli operatori e degli incaricati al trattamento dovrà essere conforme alle finalità dell’impianto riportate all’articolo 4, comma 2.
2. Il settore di ripresa delle telecamere deve essere impostato in modo tale da consentire il controllo e la registrazione di quanto accada nei luoghi pubblici o aperti al pu bblico, con esclusione delle proptietà private.
3. Fatti salvi i casi di richiesta degli interessati al trattamento dei dati registrati, questi ultimi possono essere riesaminati, nel limite del tempo ammesso per la conservazione di cui al precedente articolo, solo in caso di effettiva necessità per il conseguimento delle finalità di cui all’articolo 4, comma 3 e a seguito di regolare autorizzazione di volta in volta richiesta al Sindaco.
4. La mancata osservanza degli obblighi previsti al presente articolo comporterà l’applicazione di sanzioni disciplinari e, nei casi previsti dalla normativa vigente, di sanzioni amministrative oltre che l’avvio degli eventuali procedimenti penali.

Art. 12 – Accertamenti di illeciti ed indagini giudiziarie o di Polizia

1. In caso di rilevazioni di immagini di fatti concernenti ipotesi di reato o di eventi rilevanti ai fini della pubblica sicurezza, della tutele ambientale o del patrimonio pubblico, l’incaricato o il Responsabile provvederà a darne comunicazione senza ritardo all’Autorità competente, provvedendo, nel contempo, alla conservazioni delle immagini su appositi supporti.
2. Alle immagini raccolte ai sensi del presente articolo possono accedere, per l’espletamento delle relative indagini, solo gli appartenenti all’Amministrazione Giudiziaria, le persone da essi espressamente autorizzate e gli organi di Polizia.
3. Qualora gli organi di Polizia, nello svolgimento dei loro compiti istituzionali, necessitino una copia delle riprese effettuate, devono presentare un’istanza scritta e motivata indirizzata al Responsabile della gestione e del trattamento dei dati.

Art. 13 – Informazioni rese al momento della raccolta

1. Il Comune di Sala Consilina, nelle strade e nelle piazze in cui sono posizionate le telecamere, affigge una adeguata segnaletica su cui devono essere riportate le informazioni previste dall’articolo 13 del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. n. 196/2003).
2. Il cartello deve avere un formato ed un posizionamento tali da essere chiaramente visibile all’utenza e deve altresì inglobare il simbolo della telecamera.
3. Il Comune di Sala Consilina si obbliga a comunicare alla comunità cittadina l’avvio del trattamento dei dati personali con l’attivazione dell’impianto di videosorveglianza, gli incrementi dimensionali del sistema e la eventuale successiva cessazione, per qualsiasi causa, del trattamento medesimo, mediante l’affissione di appositi manifesti informativi e/o altri mezzi di comunicazione idonei.

Art. 14 – Diritti dell’interessato

1. In relazione al trattamento dei dati personali, è assicurato agli interessati, identificati o identificabili, l’effettivo esercizio dei propri diritti, in particolare quello di accedere ai dati che li riguardano, di verificarne le finalità, le modalità del trattamento e di attenerne l’interruzione nel caso di utilizzo illecito, in particolare per la carenza dell’adozione delle idonee misure di sicurezza o per l’uso indebito da parte di soggetti non autorizzati.
2. I diritti di cui al presente articolo riferiti a dati personali concernenti persone decedute, possono essere esercitati dagli eredi, da chi abbia un interesse proprio, da chi agisca a tutela dell’interessato o per ragioni familiari considerate patiicolarmente meritevoli di protezione.
3. Nell’esercizio dei diritti di cui al comma 1 l’interessato può conferire per iscritto delega o procura a persone fisiche, enti, associazioni od organismi. L’interessato può altresì farsi assistere da persona di fiducia.
4. Le istanze di cui al presente articolo possono essere trasmesse al Titolare o al Responsabile anche mediante lettera raccomandata o posta elettronica, che dovrà provvedere in merito entro e non oltre quindici giorni.
5. Nel caso di esito negativo alle istanze di cui al presente articolo, l’interessato può rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali, fatte salve le possibilità di tutela amministrativa e giurisdizionale previste dalla normativa vigente.

Art. 15 – Sicurezza dei dati

1. I dati sono protetti da idonee e preventive misure di sicurezza, individuate con documentazione tecnica rilasciata dalla ditta installatrice, riducendo al minimo i rischi di distruzione, di perdita anche accidentale, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta.
2. Vanno comunque assicurate alcune misure, cosiddette minime, obbligatorie anche dal punto di vista penalistico.
3. I dati personali oggetto di trattamento sono custoditi nella centrale operativa situata presso la sede della Polizia Locale. Alla sala, ubicata all’interno del Servizio/Comando in un luogo chiuso al pubblico, possono accedere esclusivamente il Responsabile e gli incaricati del trattamento dei dati. Non possono accedervi altre persone, se non sono accompagnate da soggetti autorizzati.
4. L ‘utilizzo dei videoregistratori impedisce di rimuovere il disco rigido su cui sono memorizzate le immagini.

Art. 16 – Modalità da adottare per i dati videoripresi

1. I monitor degli impianti di videosorveglianza sono collocati in modo tale da non permettere la visione delle immagini, neanche occasionalmente, a persone estranee non autorizzate.
2. L’accesso alle immagini da parte del Responsabile e degli incaricati del trattamento dei dati si limita alle attività oggetto della sorveglianza; eventuali altre informazioni di cui vengano a conoscenza mentre osservano il comportamento di un soggetto ripreso, non devono essere prese in considerazione.
3. Nel caso le immagini siano conservate, i relativi supporti vengono custoditi, per l’intera durata della conservazione, in un armadio o simile struttura dotato di serratura, apribile solo dal Responsabile e dagli incaricati del trattamento dei dati.
4. La cancellazione delle immagini sarà garantita mediante gli strumenti e le procedure tecnologiche più avanzate; le operazioni di cancellazione devono essere effettuate esclusivamente sul luogo di lavoro.
5. Nel caso il supporto debba essere sostituito per eccessiva usura, sarà distrutto in modo da renderlo inutilizzabile, in modo che non possano essere recuperati i dati in esso presenti.
6. L’accesso alle immagini e ai dati personali è consentito:

  • al Responsabile e agli incaricati dello specifico trattamento di cui all’articolo 6;
  • ai preposti alle indagini dell’Autorità Giudiziaria o di Polizia;
  • all’Amministratore di Sistema del Comune di Sala Consilina e alla ditta fornitrice dell’impianto nei limiti strettamente necessari alle loro specifiche funzioni di manutenzione;
  • all’interessato, debitamente autorizzato, in quanto oggetto delle riprese.

7. Nel caso di accesso ai dati da parte dell’interessato questi avrà visione solo delle immagini che lo riguardano direttamente.
8. Tutti gli accessi alla visione saranno documentati mediante l’annotazione in un apposito “registro degli accessi” (cartaceo o informatico), conservato nei locali della centrale operativa della Polizia Locale, nel quale sono riportati ad opera degli incaricati:

  • la data e l’ora dell’accesso;
  • l’identificazione del terzo autorizzato;
  • i dati per i quali si è svolto l’accesso;
  • gli estremi e la motivazione dell’autorizzazione all’accesso;
  • le eventuali osservazioni dell’incaricato;
  • la sottoscrizione del medesimo.

9. Non possono, di norma, essere rilasciate copie delle immagini registrate concernenti altri soggetti diversi dall’interessato, salvi casi particolarmente meritevoli di tutela a giudizio insindacabile del Responsabile.

Art. 17 – Cessazione dell’attività di videosorveglianza

1. In caso di cessazione, per qualsiasi causa, dell’attività di videosorveglianza, il Comune di Sala Consilina effettuerà la notificazione al Garante ai sensi della vigente normativa.
2. A seguito di ciò i dati raccolti dovranno essere distrutti o conservati per fini esclusivamente istituzionali.
3. La cessione dei dati in violazione al comma precedente è da considerarsi priva di effetti e sono fatte salve le sanzioni previste dalla Legge.

Art. 18- Procedura per l’accesso alle immagini

1. Per accedere ai dati ed alle immagini l’interessato dovrà presentare un’apposita istanza scritta ed adeguatamente motivata diretta al Responsabile, corredata altresì dalla fotocopia del proprio documento di identità, richiedendo l’esistenza o meno del trattamento di dati che possano riguardarlo, informazioni sugli estremi identificativi del Titolare e del Responsabile, sulle finalità e modalità del trattamento dei dati, sulla cancellazione, trasformazione in forma anonima o blocco dei dati trattati in violazione alla normativa vigente in materia, oppure inoltrando la richiesta di opposizione al trattamento dei propri dati personali, per motivi legittimi e documentati, ancorché pertinenti alle finalità del trattamento.
2. L’istanza deve altresì indicare a quale impianto di videosorveglianza si fa riferimento ed il giorno e l’ora in cui l’istante potrebbe essere stato oggetto di ripresa: nel caso tali indicazioni manchino, o siano insufficienti a permettere il reperimento delle immagini, di ciò dovrà essere data comunicazione al richiedente, così come nell’ipotesi in cui le immagini di possibile interesse non siano state oggetto di conservazione.
3. Il Responsabile del trattamento sarà tenuto ad accertare l’effettiva esistenza delle immagini e di ciò darà comunicazione al richiedente; nel caso di accertamento positivo fisserà altresì il giorno, l’ora ed il luogo in cui il suddetto potrà visionare le immagini che lo riguardano.
4. La risposta alla richiesta di accesso a dati conservati deve essere inoltrata entro quindici giorni dalla ricezione e deve riguardare i dati attinenti alla persona richiedente e può comprenderne eventualmente altri, riferiti a terzi, solo nei limiti previsti dalla normativa vigente.
5. La Giunta Comunale quantifìcherà, mediante l’adozione di una propria deliberazione, un contributo spese da corrispondere da parte del richiedente a copertura dei costi sostenuti per l’espletamento della pratica.

Art. 19 – Comunicazione dei dati

1. La comunicazione dei dati personali acquisiti mediante il sistema di videosorveglianza da parte del Comune di Sala Consilina a favore di altri soggetti autorizzati è ammessa quando necessaria ed esclusivamente per lo svolgimento delle funzioni istituzionali.
2. Non si considera comunicazione, ai sensi e per gli effetti del precedente comma, la conoscenza dei dati personali da parte delle persone incaricate ed autorizzate per iscritto a compiere le operazioni del trattamento dal titolare o dal Responsabile e che operano sotto la loro diretta autorità.
3. È in ogni caso fatta salva la comunicazione di dati richiesti, in confonnità alla legge, da Forze di Polizia, dall’autorità giudiziaria, da organismi di informazione e sicurezza o da altri soggetti pubblici ai sensi dell’articolo 58, comma 2, del D.Lgs. 30/6/2003 n. 196 per finalità di difesa di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o repressione di reati.

Art. 20 – Norma di rinvio

1. Per tutto quanto non disciplinato dal presente Regolamento si fa rinvio alle Leggi vigenti, ai provvedimenti attuativi delle medesime, alle decisioni del Garante e ad ogni altra normativa, speciale, generale, nazionale e comunitaria in materia di protezione e trattamento dei dati personali nell’ambito della videosorveglianza.

Art. 21 – Tutela amministrativa e giurisdizionale

1. La mancata osservanza degli obblighi previsti dal presente Regolamento comporterà l’applicazione di sanzioni disciplinari e, nei casi previsti dalla Legge, di sanzioni amministrative o penali.

Art. 22 – Modifiche regolamentari

1. I contenuti del presente Regolamento dovranno essere aggiornati nei casi di variazioni delle nonnative in materia di trattamento dei dati personali, gerarchicamente superiori.
2. Il presente atto è trasmesso al Garante per la protezione dei dati personali, sia a seguito della sua approvazione, sia in caso di eventuali successivi aggiornamenti.
3. Il presente Regolamento entrerà in vigore con le modalità ed i tempi stabiliti dallo Statuto Comunale.

Art. 23 – Limiti alla utilizzabilità di dati personali

1. La materia è disciplinata dall’articolo 14 del Codice in materia di protezione dei dati approvato con decreto legislativo 30 giugno 2003 n.196 e successive modificazioni e o integrazioni.

Art. 24 – Danni cagionati per effetto del trattamento di dati personali

1. La materia è regolamentata per l’intero dall’articolo 15 del Codice in materia di protezione dei dati approvato con decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 e successive modificazioni e o integrazioni.


Allegato A

Elenco Telecamere
n. 2 al Cimitero
n. 1 in piazza Umberto l
n. 1 in via Matteotti
n. 2 all’Isola Ecologica
n. 3 presso Casa Comunale
n. 1 in via Gramsci
n. 1 in via S. Giovanni presso ex Mattatoio
n. 1 presso la Villa Comunale

19 luglio 17 Documento Trasparenza

Bando di concorso riservato (art. 18 Legge n° 68/1999) per n. 1 Istruttore di vigilanza a tempo indeterminato, approvato con Determinazione di questo Dirigente Area AA.GG. n. 113-2017

AREA DI RIFERIMENTO Area Affari Generali e Istituzionali
DATA DI PUBBLICAZIONE 18/07/2017
DATA DI SCADENZA 01/09/2017 ORE 13.00
ALLEGATI Avviso
Modello di domanda
ESITO

 

9 giugno 17 Documento Trasparenza

Rendiconti dei gruppi consiliari regionali/provinciali

Adempimento non previsto in capo al Comune di Sala Consilina.

6 giugno 17 Documento Trasparenza

Dati sui pagamenti del servizio sanitario nazionale

Adempimento non previsto in capo al Comune di Sala Consilina.

6 giugno 17 Documento Trasparenza

Liste di attesa

Adempimento non previsto in capo al Comune di Sala Consilina.